Questa sera lunedì 13 luglio, alle 21.30, lo Stadio Gran Sasso d’Italia Italo Acconcia” dell’Aquila ospiterà la 35esima edizione della Partita del Cuore. L’appuntamento unisce il pubblico ai protagonisti dello spettacolo con l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare a cause benefiche. Sul terreno di gioco si sfideranno la Nazionale Cantanti, capitanata da Sal Da Vinci, e la Nazionale della Politica, guidata dal Mister Roberto Mancini.
La conduzione dell’evento, in prime time su Rai 1 e in streaming e on demand su RaiPlay, sarà affidata a Eleonora Daniele che guiderà la narrazione della serata attraverso le testimonianze e gli interventi in programma. La telecronaca, realizzata con il supporto della redazione sportiva del Tg1, sarà curata da Marco Franzelli affiancato da Gabriele Corsi e Andrea Perroni, il bordo campo è affidato ad Alessandra Tripoli, mentre Laura Barth sarà al var.
“Penso che chi fa questo lavoro da tanti anni, ad alti livelli, a un certo punto deve trovare un modo per tenersi in forma anche per scaricare la tensione. – ha detto Corsi a Fanpage – Tutte le persone che conosco, che fanno il mio mestiere, hanno una vita molto rigorosa da sportivi. Leggevo che Haaland dorme undici ore a notte, e dico sempre: “Guarda, su questo siamo identici”. Io, per dire, con la sveglia alle sei al massimo, vado a dormire tutte le sere alle 21:30. Fino al venerdì manco una birra: se bevo una birra vuol dire che è arrivato il weekend. Le persone che ho visto lavorare davvero, oltre al talento, mettono il rigore”.
E ancora: “Il lavoro, purtroppo, è diventato anche molto più fisico: prima avevi altri tempi per registrare un programma, adesso magari fai tre puntate al giorno, come è capitato a me con Don’t Forget the Lyrics. Per dirti, anche per fare il Prima Festival, che sono diciassette-venti minuti di televisione, ti prepari una o due settimane prima. Penso che non ci sia nulla di speciale in questo. In tutti i campi — nella ristorazione, nel giornalismo, nello spettacolo, perfino nell’edilizia — la perfezione e la professionalità nascono da una preparazione enorme”.
Poi il discorso si è spostato sul “famoso” no a Domenica In: “Mi è stato proposto un programma, e poi quel programma è diventato un’altra cosa. Tutto qui. Quando ti invitano a un progetto e poi, in corso d’opera, ti accorgi che quel progetto non ti corrisponde più, penso sia onesto tirarsene fuori, non è che devi per forza portarlo a termine. È anche una posizione privilegiata, la mia: tanti colleghi e colleghe mi chiedono spesso quale sia stato il “no” che mi è pesato di più dire”.