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“Dopo la rapina mi ha chiamato il sindaco Sala. Secondo me non è colpa di Milano, non è colpa di niente. Ma avrei tante cose da dire”: parla Federico Quaranta

Il conduttore torna sull'aggressione subita nei giorni scorsi nel capoluogo lombardo, rivela di aver ricevuto una telefonata dal primo cittadino e ribadisce: "Vorrei derubricarla a rapina". Poi la riflessione sulle disuguaglianze e sul disagio che aveva affidato al post diventato virale

di Redazione FqMagazine

"Stanotte ho capito una cosa. Non mi hanno aggredito per un orologio" - 2/2

Nel messaggio, infatti, il conduttore aveva raccontato quanto accaduto e allargato il discorso alle disuguaglianze sociali e al disagio delle periferie: “Stanotte ho capito una cosa. Non mi hanno aggredito per un orologio. Quel vecchio Omega di mio padre era soltanto il pretesto. Lo hanno fatto tre ragazzi, giovanissimi. Per uno zaino. Una valigia. Ho reagito, probabilmente non se lo aspettavano, ho rischiato grosso, è andata bene”.

Poi la riflessione su Milano: “I quartieri dove il lusso non è più un privilegio: è un sistema di difesa. Poi, cerchio dopo cerchio, la metropoli cambia pelle. I marciapiedi si consumano. Le serrande si abbassano. I servizi scompaiono. Le scuole arrancano. Le occasioni diminuiscono. E la distanza fra chi ha tutto e chi pensa di non avere più niente diventa un abisso. L’antropologia ci insegna che ogni comunità ha bisogno di sentirsi parte di un destino comune. La sociologia ci ricorda che, quando quel destino si spezza, nasce la frammentazione. Prima il quartiere. Poi la banda. Poi il branco”.

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