Ambra Angiolini è la protagonista della nuova puntata di “Stories”, il ciclo di interviste dedicate ai grandi nomi dello spettacolo, in onda su Sky TG24. L’attrice si mette a nudo e si racconta in “Ambra Angiolini – Amarsi un po’“, un ritratto intimo e autentico che andrà in onda lunedì 13 luglio alle 21 su Sky TG24 e sabato 18 luglio alle 12.30 su Sky Arte. Il programma sarà inoltre disponibile in qualsiasi momento sulla piattaforma on demand..
Nel corso dell’intervista le riflessioni sul modo in cui si affrontano le ferite della vita: “Non si rimettono a posto: si lasciano così e ci si costruisce sopra, restando sé stessi anche quando si va in pezzi. Tu non sei le ferite che ti hanno inflitto o quelle che ti sei provocata. Devi capire che il tuo vero modo di esistere non riguarda ciò di cui ti sei ammalata o ciò che ti ha distrutto. Quello è qualcosa che hai superato o che supererai, ma non definisce chi sei. Tu sei altro”.
Il ricordo della famiglia: “Mio papà era operaio, mia mamma lavorava con lui, quindi in casa eravamo tutti molto responsabili. Si faceva tutto. Ho imparato a cucinare, a darmi da fare, a essere tutto ciò di cui c’era bisogno”. Ancora oggi conserva molte di quelle abitudini: “Mi piace l’ordine e mi piace aiutare anche chi mi aiuta”. E rivela una passione particolare: “Le pulizie, quelle più difficili, che nessuno vuole fare. I cambi di stagione, spostare i mobili, le pulizie approfondite, il forno. Sono cose che mi danno la sensazione di essere a posto”.
Ripercorrendo la sua carriera, c’è l’esplosione del successo con ‘Non è la Rai’ e con il brano ‘T’appartengo’, ritornato in auge dopo la sua partecipazione a X Factor: “Non ricordo esattamente come sia arrivato quel successo”, scherza, prima di ricostruire il provino che le cambiò la vita: “Sono andata lì pensando: ‘Vabbè, tanto non importa’. Quando sono entrata ero completamente persa, non sapevo cosa fare. Avevo preparato un balletto con un pezzo di flamenco. Poi, uscita dal provino, mi hanno chiesto di lasciare il numero di telefono di casa. Ho scelto un pennarello e, con il dorso della mano, ho fatto unire il cinque che è diventato un sei”.
Un errore che rischiò di compromettere tutto: “Non mi hanno chiamata. La mia maestra di danza però non riusciva a crederci, perché aveva molta fiducia in me. Ha telefonato e una signorina le ha risposto: ‘No, noi la stiamo cercando da quindici giorni, ma risponde sempre un medico, che si è anche un po’ infastidito dicendo che non ha nessuna figlia che si chiama Ambra’”. Ripensando a quel periodo, Angiolini racconta anche il difficile rapporto con la notorietà: “Quando la televisione ha iniziato a tirare fuori la versione peggiore di me, ho capito che non stavo più bene e che non volevo mostrare quella parte. Non mi sembrava onesto”.
Da lì è nata la necessità di ritrovare sé stessa: “Dovevo riappropriarmi del mio nome, farlo diventare il mio marchio e non quello costruito ad arte. Per dieci lunghi anni ho fatto diversi tentativi: alcuni terribili, altri invece andati a buon fine”. Tra gli incontri decisivi della sua carriera c’è quello con Ferzan Ozpetek nel film Saturno Contro: “Ferzan mi ha restituito la parte con cui ancora oggi lavoro, quella dell’emotività e della fragilità. Mi ha spiegato quanto fossi diversa da ciò che si vedeva e quanto quella diversità, che io cercavo di combattere, potesse diventare il mio nuovo modo di comunicare”. E aggiunge: “Mi sono fidata di lui. Ho fatto questo film per Ferzan. Mi aveva fatto scoprire che andavo bene così”. Poi ammette: “Ho sempre pensato di non essere abbastanza in tutte le cose che ho fatto nella mia vita”.
Tra i momenti più felici della sua vita indica senza esitazioni la nascita della figlia Yolanda: “L’incontro è stato incredibile. Pensavo che la mia pancia non potesse ospitare altro se non del cibo da rimettere”. La descrive come una presenza capace di trasformarla profondamente: “Lei è stata un architetto degli interni. Credo che abbia trovato il terremoto dentro di me e che abbia iniziato ad aiutarmi da dentro. Me la sono sempre immaginata mentre metteva a posto tutto: gli organi, ogni cosa. Quando è nata avevo un loft di lusso. La ringrazierò tutta la vita”.