IL FUTURO DI VILLA CERTOSA, LA VENDITA DEL MONZA E L'INCIDENTE IN AUTO: "HO CAPITO CHE AVREI POTUTO ESSERE DA UN'ALTRA PARTE, CONTA VIVERE OGNI ATTIMO" - 5/9
L’incontro con la stampa dura qualche ora e i temi toccati sono numerosi. Dalla vendita di Villa Certosa (“Il futuro proprietario ci ha raccontato un progetto coerente con ciò che mio padre avrebbe voluto. Noi, ormai, Villa Certosa non la utilizziamo praticamente mai. Capite bene che si tratta di uno dei tratti di costa più belli d’Italia”) alla vendita del Monza: “Così come è successo con il Monza – anche se l’esempio c’entra fino a un certo punto – oltre alla decisione di vendere abbiamo cercato di fare in modo che il futuro di Villa Certosa fosse il più possibile coerente con il desiderio di mio padre. Naturalmente non possiamo avere alcuna garanzia. Con il Monza è andata bene: è andata bene a noi, che siamo usciti da un settore che non era più il nostro mestiere, ed è andata bene anche ai tifosi, perché il Monza è tornato in Serie A. E questo mi fa pensare che, da qualche parte, mio padre stia sorridendo guardando il suo Monza”).
Berlusconi accenna anche all’incidente automobilistico di cui è stato vittima nelle scorse settimane: “Purtroppo, ho una certa esperienza di incidenti. Sapete che, quando ero piccolo, ho avuto un brutto incidente in moto e ho rischiato di perdere una gamba. Poi, da appassionato di macchine e facendo spesso avanti e indietro, mi è capitato di avere altri incidenti, per fortuna senza conseguenze vere, a parte il primo. Se è cambiato qualcosa dentro di me? Di primo impulso direi di no. Però, mentre ti rispondo, forse mi rendo conto che sì, qualcosa è cambiato. Al momento non mi sono spaventato più di tanto. Pensavo addirittura di non essermi fatto nulla. Il dolore è arrivato due giorni dopo, quando ho provato a nuotare. Fino a dieci giorni fa non muovevo la spalla. Poi, però, ripensandoci, soprattutto perché il giorno dopo c’era la celebrazione per il terzo anniversario della scomparsa di mio papà – che io mi ero promesso, contro tutte le previsioni, di trasformare in una festa e non in una triste commemorazione, una festa per mio papà e per tutta Mediaset – ho realizzato una cosa. Dopo quella festa, che è stata bellissima, ho capito che in quel momento avrei potuto essere da un’altra parte, con altri problemi e un’altra vita davanti. Quindi, se al momento dell’incidente non ho avuto questa percezione, dopo è arrivata una consapevolezza maggiore di che cos’è la vita, di quanto conti vivere ogni attimo: la famiglia, i sentimenti, il lavoro, i collaboratori e gli amici. Sì, oggi ne sono ancora più consapevole”.