Tilly Norwood, l’attrice creata con l’Intelligenza Artificiale, e diventata celebre anche senza aver mai “recitato”, farà finalmente il suo debutto al cinema. S’intitola Misaligned ed è un classico lungometraggio. L’annuncio lo ha dato la Particle 6, lo studio specializzato in IA che gestisce la pratica Norwood con un fare provocatorio degno di miglior causa. La Particle 6 descrive il film come una commedia drammatica che racconta una “storia di formazione intrisa di caos esistenziale legato all’AI”. Misaligned sarebbe ambientato in quello che viene chiamato il Tillyverse, un mondo digitale surreale situato, come scrive Variety “da qualche parte nel Cloud”. Nel film Tilly sarebbe appunto il prodotto dell’Intelligenza Artificiale ma senza un corpo reale, ma soprattutto senza ricordi di vita passata, proprio perché non l’ha avuta.
“Le cose precipitano quando un seducente bot ribelle del dark web la convince ad abbandonare le sue difese e a iniziare a sviluppare desideri, impulsi, ambizioni, diventando così umana”. Particle 6 sostiene di essere già in una fase di preproduzione e ricorda che verrà concepito come una “produzione ibrida” con professionisti in carne ed ossa del mondo del cinema (regia, sceneggiatura e montaggio) affiancati da esperti di sviluppo in AI. “Il nostro lavoro quest’anno ha confermato un sospetto che nutrivamo da tempo”, ha dichiarato Eline van der Velden, CEO e fondatrice di Particle 6.
“L’intelligenza artificiale può supportare la realizzazione di film narrativi di alta qualità, ma solo con una notevole dose di maestria, competenza, giudizio e tempo umani. Non si tratta di un limite della tecnologia. È proprio questo il punto. I cineasti che avranno successo nel prossimo decennio saranno quelli che sapranno applicare a questi nuovi strumenti decenni di esperienza narrativa, e ‘Misaligned‘ è il caso in cui abbiamo messo tutto questo al servizio di un lungometraggio”. Morale della favola: va bene l’attrice inventata dal nulla, ma per fare un film originale e convincente serve ancora un po’ di esperienza umana.
Infine va segnalato che dopo aver lanciato la Norwood, suscitando un inferno tra sindacati del cinema, attori e registi veri sul ruolo dell’AI nel cinema, Particle 6 sembra come aver rallentato in termini di provocazione. Una mossa studiata a tavolino, probabilmente, per raccogliere ciò che serve, AI o non AI, per fare un film: i dollari per produrlo.