Il parere dell'esperto - 3/3
Secondo l’etologo Andrea Lunerti, il comportamento del serpente sarebbe riconducibile a una reazione difensiva. Il biacco, infatti, tende a evitare il contatto con l’uomo, ma può mordere se si sente improvvisamente minacciato o senza vie di fuga. “Il morso del biacco è molto raro. In questa situazione, probabilmente saltando, il serpente si è trovato all’improvviso il piede del signore davanti e ha scelto di mordere. I biacchi sono molto mordaci quando si sentono in trappola. L’uomo è stato fortunato a non riportare alcuna lacerazione: i denti del biacco sono aguzzi e possono rimanere conficcati nella pelle. Se, nel tentativo di prestare soccorso, si tira l’arto si rischia di provocare una lacerazione della ferita e di ferire anche la bocca del serpente” ha detto l’esperto a Il Messaggero. Per questo motivo è importante evitare movimenti bruschi e, dopo un eventuale morso, provvedere a disinfettare accuratamente la ferita e rivolgersi al proprio medico per escludere possibili infezioni di origine batterica.
La maggior parte dei serpenti presenti nel territorio romano non è velenosa. Tuttavia, quando si cammina vicino a canali, prati incolti o zone con erba alta, è consigliabile prestare attenzione, evitare di infilarsi nella vegetazione senza visibilità e non tentare mai di catturare o spostare un serpente. Un incontro ravvicinato con un rettile è raro, ma mantenere la calma e allontanarsi lentamente rappresenta sempre il comportamento più sicuro.