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L’aeroporto di Catania chiuso (e poi riaperto) per l’Etna, l’odissea di migliaia di viaggiatori: “Nessuna comunicazione, ho scoperto del volo cancellato al desk”

C'è chi è arrivato in aeroporto e non ha trovato il proprio volo, chi è riuscito a partire ma è stato dirottato altrove non trovando collegamenti per arrivare a Catania. Le reazioni dei passeggeri: "Vergognoso che un aeroporto del genere non sia organizzato per queste situazioni"
L’aeroporto di Catania chiuso (e poi riaperto) per l’Etna, l’odissea di migliaia di viaggiatori: “Nessuna comunicazione, ho scoperto del volo cancellato al desk”
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Ha riaperto martedì l’aeroporto di Catania, dopo due giorni di caos dovuti all’eruzione dell’Etna. Migliaia di viaggiatori si sono trovati allo sbando, con la Società Aeroporto Catania (Sac) che sulla sua pagina social rinviava l’apertura dello scalo ogni due ore, mentre le compagnie aeree, denunciano i passeggeri, non avrebbero comunicato tempestivamente ritardi, dirottamenti e cancellazione dei voli. Ad alcuni viaggiatori sarebbe stato proposto di rinviare la partenza di alcuni giorni, ad altri persino al 14 luglio. Ci sono stati turisti dirottati da Catania a Palermo a poche ore dal volo che avrebbero pagato 400 euro di taxi per raggiungere l’aeroporto del capoluogo. E poi ancora, c’è chi ha rinunciato a partire in aereo, scegliendo di raggiungere l’isola in treno da Roma e Napoli.

L’Odissea per tornare a casa

“Avevo un volo WizzAir da Milano per Catania lunedì alle 14:55 – racconta Desirée – Non sono riuscita a fare il check-in perché il volo era in overbooking, mi hanno comunque consentito di andare al gate nel caso in cui qualcuno non si fosse presentato”. La partenza del volo viene però posticipata alle 17 e dirottata su Comiso. “Saremmo dovuti atterrare alle 18:30, ma il comandante in volo ci ha avvisato che avremmo fatto 30-40 minuti di ritardo, perché non c’era posto a Comiso per atterrare”, spiega Desirée. In effetti, uno dei problemi del piccolo aeroporto ragusano è che dispone solo di 6 stalli che si riempiono facilmente, e quindi non riesce ad accogliere il massiccio flusso di voli dirottati da Catania. “Una volta scesi, riceviamo una mail alle 20:10 da WizzAir che ci informa che non ci sarebbero stati i transfert, non c’erano neppure i bus della regione. Per fortuna una compagnia austriaca, che aveva un accordo con una società privata di bus e aveva già trasportato i suoi passeggeri, ci ha gentilmente offerto di accompagnarci a Catania”.

Contattata la regione Sicilia, fanno sapere che in piena emergenza hanno attivato un servizio di transfer dall’aeroporto di Comiso a quello di Catania, con dieci pullman; il primo autobus disponibile per la città etnea era alle 8:30 e l’ultimo alle 22.30; mentre da Comiso si cominciava alle 5:25 con l’ultimo alle 18:25.

C’è chi ha persino deciso di posticipare il rientro. “Sarei dovuto partire lunedì alle 13:30 con EasyJet da Milano per Catania – spiega Denis -, ma non ho ricevuto nessuna comunicazione della cancellazione. Quando mi sono recato al desk, mi hanno detto che non c’era nessun volo per Catania fino a giovedì. Quindi ho preferito il rimborso offerto dalla compagnia e ho acquistato un altro volo. Ma dagli aeroporti vicini i prezzi sono subito schizzati a più di 300 euro. Alla fine ho deciso di andare a Genova, dove mi hanno ospitato degli amici, rientrerò in Sicilia mercoledì (oggi ndr.)”.

“E il piano di emergenza?”

La pagina social dell’aeroporto di Catania, che aggiorna i viaggiatori sullo stato dello scalo, è stata tartassata da numerosi commenti di lamentale sulla gestione dell’emergenza. “Mi pare che l’Etna esista ed erutti da diversi secoli e una struttura del genere non fa sinergia con un altro aeroporto della regione e lascia tutti a terra?”, scrive Giovanni. “Un aeroporto del genere è davvero vergognoso che non sia organizzato per queste situazioni”, commenta Daniele. “L’Etna è sempre stato un vulcano attivo, questo si è sempre saputo. La domanda è: perché non esiste un piano alternativo da attivare immediatamente in caso di eruzione?”, aggiunge Giulia. “I vertici della SAC, sanno bene che ciclicamente l’Etna da problemi, e ancora oggi nel 2026 non c’è un piano d’emergenza da mettere in atto”, scrive Antonio. C’è persino chi se la prende con il ministro delle infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini. “Non ha aperto bocca. Il ponte in questo caso non c’entra nulla, ma pensare di investire in altre infrastrutture, che in questo momento potrebbero essere necessarie, anche per collegare i 4 aeroporti che esistono in Sicilia ed evitare i disagi nei collegamenti per le migliaia di passeggeri e turisti”, commenta Alberto.

La replica di Sac

Il tema centrale è la costante emergenza in cui si trova l’aeroporto di Catania nell’affrontare le eruzioni vulcaniche dell’Etna e la conseguente chiusura dello scalo. “L’attività dell’Etna è costantemente monitorata dagli organismi scientifici competenti. In episodi come quello registrato negli ultimi giorni, non è sempre possibile prevedere con piena precisione l’evoluzione della nube di cenere vulcanica e i suoi effetti sull’operatività dello spazio aereo, fortemente condizionati dalla direzione e dall’intensità dei venti”, fanno sapere da Sac. Sono diverse le autorità interessate sull’eventuale chiusura dell’aeroporto. “Le decisioni operative vengono assunte sulla base delle valutazioni tecnico-scientifiche dell’Osservatorio Etneo dell’INGV, dell’analisi del rischio per la navigazione aerea effettuata da ENAV e Aeronautica Militare, in raccordo l’Autorità nazionale per l’aviazione civile (ENAC). In presenza di cenere vulcanica, il sistema si avvale inoltre delle informazioni e dei bollettini emessi dai Volcanic Ash Advisory Centre, i centri meteorologici specializzati nella sorveglianza della cenere vulcanica”, spiega Sac. Sulle cancellazioni dei voli, dirottamenti ed eventuali ritardi, la Sac ci tiene a precisare: “ENAC svolge le proprie funzioni di regolazione e vigilanza; il gestore aeroportuale (Sac, ndr) garantisce l’operatività delle infrastrutture nelle aree dichiarate agibili e dà attuazione alle disposizioni delle autorità competenti; le compagnie aeree assumono le decisioni relative ai propri voli, comprese cancellazioni, ritardi, dirottamenti dei passeggeri e riprogrammazioni”.

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