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Pisa, la denuncia del Pd: “Scritte fasciste sui muri di una scuola”. Ma erano i segni per la costruzione di un cappotto termico

La destra infierisce sulla gaffe degli esponenti dem. Vannacci: "Ora sono fascisti anche i cantieri". La senatrice Zambito: "Errore per eccesso di preoccupazione"
Pisa, la denuncia del Pd: “Scritte fasciste sui muri di una scuola”. Ma erano i segni per la costruzione di un cappotto termico
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Erano stati interpretati come graffiti fascisti, ma in realtà erano indicazioni per la costruzione di un cappotto termico. Spopola sui social la gaffe di alcuni esponenti del Pd pisano, che nei giorni scorsi hanno denunciato sui social la comparsa, sui muri di una scuola primaria della città, di presunte croci uncinate con la scritta “Sì fascia”. “Quelle scritte sono uno sfregio che Pisa non può accettare”, ha tuonato il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo. “Pisa è medaglia di bronzo al valor militare per la Resistenza. La sua storia”, arringa, “parla chiaro e ci consegna una responsabilità altrettanto chiara: non lasciare spazio, mai, a simboli e ideologie che negano i valori su cui si fonda la nostra Repubblica”. Altrettanto grave la senatrice Ylenia Zambito: “Vedere di nuovo scritte e simboli fascisti sui muri della nostra città fa male. Questi episodi non vanno sottovalutati, soprattutto oggi che certi rigurgiti cercano spazio e riorganizzazione politica. Dobbiamo tenere la guardia alta”, scrive.

Nel giro di poche ore, però, viene fuori che le croci uncinate in realtà erano semplici frecce disegnate dagli operai impegnati nel cantiere, così come l’indicazione “Sì fascia”. La destra locale si scatena negli sfottò, e anche Roberto Vannacci non si lascia sfuggire l’occasione: “Per il Pd di Pisa anche i cantieri sono fascisti. Bonelli, Fratoianni, Bonaccini, Salis e Fiano pronti al corteo al grido “unici stranieri i fascisti nei cantieri“”, gigioneggia il generale. Gli esponenti dem hanno cancellato i post, pubblicando messaggi in cui ammettono l’errore ma contrattaccano: “Sarebbe bello che la stessa solerzia della destra pisana, oggi così attenta a commentare questo “errore”, si manifestasse anche nel prendere le distanze senza ambiguità quando, ed è accaduto tante volte, compaiono davvero scritte inneggianti al fascismo o al nazismo”, scrive Mazzeo. E Zambito: “È stato un errore commesso per un eccesso di preoccupazione per i rigurgiti fascisti che proliferano a Pisa e nel Paese. Quella preoccupazione che alla destra manca del tutto, tanto da tacere quando scritte simili sono comparse ed erano vere”.

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