Il bando “precompilato” dell’Ospedale Civico di Palermo: ci sono già i nomi dei vincitori. Tra loro il figlio del sindaco Lagalla
All’Ospedale Civico di Palermo, un bando per l’avanzamento economico del personale dipendente è stato pubblicato il 7 agosto già “precompilato” con i nomi dei possibili vincitori: lo ha denunciato a Fanpage.it il sindacato degli infermieri NurSind, che spiega che i nominativi erano stati inseriti nelle griglie di valutazione della delibera. “Su altri bandi del comparto avevamo già avuto più di un sospetto, ma mancavano prove evidenti. Questa volta invece gli elementi sembrano esserci e chiediamo che si faccia piena luce”, ha detto Aurelio Guerriero, segretario della sezione palermitana del sindacato. Il bando è stato eliminato poco dopo la pubblicazione, ma nel frattempo la discussione si è accesa anche sul piano politico. Soprattutto perché tra i nomi dei papabili vincitori c’era anche quello di Luca Lagalla, figlio del sindaco del capoluogo siciliano Roberto Lagalla.
Gli screenshot del bando hanno iniziato a circolare nelle chat, arrivando anche ai sindacati e a Fanpage.it: dopo aver sollevato il caso, NurSind ha mandato una nota formale all’Ufficio per la Trasparenza e la prevenzione della corruzione del Civico chiedendo accertamenti: “Personalmente conosco molti dei nomi presenti nella griglia e sono sicuro della buona fede, professionalità e competenza. Siamo certi che, se il bando fosse stato espletato regolarmente, molti sarebbero stati tra i vincitori. Ma è proprio per questo che il metodo conta“, commenta ancora Guerriero.
Il deputato dell’Ars Ismaele La Vardera ha presentato un’interrogazione urgente all’assessore alla Sanità parlando di un fatto “di una gravità inaudita”: “Poi ci chiediamo perché la sanità siciliana è tra le ultime in Italia – sottolinea -. Non entro nel merito della bravura o meno del medico. Può anche essere il migliore ma l’amministrazione pubblica ha l’obbligo di trasparenza nei confronti di tutti”. Il presidente di +Europa e dei Radicali Italiani Matteo Hallissey ha definito l’episodio “uno dei casi più evidenti del rischio di nepotismo in ambito pubblico” e Lagalla come “l’uomo giusto al posto giusto, prima ancora di scegliere quale sia l’uomo giusto”.
L’azienda sanitaria ha replicato in una nota che “il file, erroneamente pubblicato, era chiaramente riconducibile ad una ricognizione interna, peraltro parziale, effettuata a monte dalla direzione sanitaria unitamente ai responsabili delle diverse strutture coinvolte (direttori di dipartimento e direttori di Uoc) finalizzata a verificare la platea della dirigenza potenzialmente interessata“. Infatti, la procedura prevede che le aree di interesse vengano individuate dai direttori di dipartimento prima di avviare la selezione. E assicura che la procedura si rifarà da capo nei prossimi giorni “nel rispetto di quanto deliberato e della normativa in materia”. Ma, nota Hallissey: “Oltre a questo caso, mi preoccupano tutti quelli in cui errori simili non si fanno e le liste precompilate non escono”.
Il segretario generale Fp Cgil Sicilia Francesco Fucile e il segretario generale Fp Cgil Palermo Andrea Gattuso hanno chiesto alla direzione generale dell’Arnas Civico-Di Cristina-Benfratelli “massima trasparenza e verifiche immediate sulla regolarità della procedura in corso”, ammonendo: “Vigileremo con la massima attenzione sull’intero iter e non esiteremo a chiedere l’intervento dell’assessorato regionale alla Salute e degli organi competenti qualora le circostanze denunciate risultassero fondate”.