Cinema

Balla coi lupi restaurato: al Festival di Locarno la versione di quattro ore che Costner non ha mai considerato definitiva

Il Festival di Locarno presenta in Piazza Grande la versione "extended" restaurata in 4K del capolavoro di Kevin Costner: un ritorno all'epopea western che conquistò sette Oscar e rilanciò il genere dopo anni di oblio

di Davide Turrini
Balla coi lupi restaurato: al Festival di Locarno la versione di quattro ore che Costner non ha mai considerato definitiva

La versione “extended” di Balla coi lupi, che dura quattro ore, è stata restaurata in 4K e verrà mostrata al prossimo Festival di Locarno. L’appuntamento è per il 7 agosto 2026 sullo schermo all’aperto più grande d’Europa, in Piazza Grande, nella cittadina svizzera. Nel 1990 il capolavoro di Costner regista, qui anche produttore ma soprattutto indimenticabile protagonista, vinse sette Oscar, tra cui quello per il miglior regista e quello per il miglior film (tra gli attori l’Oscar andò a un discutibile Jeremy Irons per Il mistero Von Bulow, ndr).

Nonostante nessuno lo volesse produrre, perché a Hollywood, negli anni Ottanta, dopo il fallimentare I cancelli del cielo il western era stato bandito, Balla coi lupi costò ai due temerari produttori 22 milioni di dollari, per poi incassarne la bellezza di 425 milioni. Insomma, quel che si suol dire un enorme, mastodontico, impensabile successo. Chi all’epoca lo vide in sala seguì la meravigliosa storia del tenente nordista John Dunbar che, dopo essere stato ferito in battaglia, salva la gamba dall’amputazione compiendo un gesto eroico sul campo: come premio dai superiori chiede di inoltrarsi a Ovest, nella frontiera americana (“prima che scompaia”), e lì incontrerà una tribù di pellerossa, diventandone incredibilmente parte e ripudiando le proprie origini bianche.

Appunto, all’epoca in sala andò la versione finale e approvata dal regista della durata, non proprio irrisoria, di 180 minuti. L’impressione generale del pubblico e di buona parte della critica (tra i detrattori la celebre Pauline Kael del New York Times) fu comunque positiva, anzi. Fu proprio grazie alla dilatazione dei tempi classici del racconto che Costner (e il rimpianto sceneggiatore Michael Blake) poterono dare corpo, poesia e incanto a quel Dunbar che lentamente si spoglia dei vestiti e delle prerogative dell’uomo bianco per diventare un selvaggio indiano.

Un anno dopo, però, per il mercato delle sale inglesi, e poi nel 2003 in DVD, uscì una versione del film di 234 minuti. Il produttore Jim Wilson, che con Costner presentò l’“edizione speciale” del loro film, spiegò all’epoca: “Abbiamo ricevuto innumerevoli lettere da persone di tutto il mondo che chiedevano quando o se sarebbe stato realizzato un sequel, quindi ci è sembrato un passo logico arricchire il nostro film con il materiale già esistente… realizzare una versione estesa non implica affatto che l’originale Balla coi lupi fosse incompiuto o incompleto; piuttosto, crea un’opportunità per coloro che si sono innamorati dei personaggi e dello spettacolo del film di sperimentarne di più”.

Come riporta invece il Los Angeles Times nel 1991, a ridosso dell’uscita britannica della versione speciale, “I 52 minuti di scene aggiuntive contribuiscono a chiarire meglio i temi del film. Tra le nuove sequenze, spicca un viaggio intrapreso da Dunbar e dal suo migliore amico indiano, Kicking Bird, durante il quale si imbattono in una foresta devastata dai cacciatori bianchi. Una nuova scena che raffigura il massacro di cacciatori di bisonti bianchi da parte dei Sioux getta nuova luce sulla decisione di Dunbar di tornare nella società bianca. In generale, la versione estesa ritrae i Sioux in modo più brutale e realistico”.

Ad ogni modo, la extended version che si vedrà a Locarno è stata restaurata dal laboratorio zurighese Cinegrell in collaborazione con il progetto Locarno Heritage e con il suo agente di vendita internazionale, K5 International. Versione della quale non si capisce bene se sia quella uscita nel 2003 per il mercato home video e ora digitalizzata, ma che in ogni modo non sarà mai un “director’s cut”, in quanto Costner – che per l’intera operazione indipendente e temeraria di Balla coi lupi rifiutò il ruolo di protagonista in Caccia a Ottobre Rosso – non ha mai ritenuto che la prima versione da quattro ore fosse quella da lui voluta e definitiva, anzi. È proprio la versione da tre ore che girò all’epoca le sale del mondo, facendo riemergere, dopo alcune pellicole di fine anni Sessanta e inizio Settanta, la questione politica degli indiani d’America, che il protagonista di Guardia del corpo, in varie testimonianze dell’epoca, ritiene quella più sua.

Per fugare ogni dubbio, il 7 agosto a Locarno, nell’immensa Piazza Grande, potrete verificare con i vostri occhi.

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