Laura Morante e il desiderio di essere invisibile - 2/4
70 anni il prossimo 21 agosto, Laura Morante, sesta di otto fratelli dice di essere “cresciuta libera e appartata. Non ho mai amato il chiasso. Da bambina ero al limite dell’antisocialità”, al punto che “c’erano amici di mamma e papà i quali dicevano di aver sentito parlare di una sesta figlia ma di non averla mai vista. Quando suonava il campanello, andavo a nascondermi. Avrei voluto essere invisibile. Però mi piacevano i luoghi animati. Stavo per ore a osservare le persone muoversi, parlare, accapigliarsi”. Oggi assicura di non nascondersi più, ma quell’indole è rimasta e interagire con il prossimo le risulta faticoso. Lo dimostra quel che è accaduto anni dopo: “Per anni ho lavorato all’estero. Ero agli inizi e non parlavo le lingue. Per me, la condizione ideale. Non capivo niente. Guardavo e ascoltavo, zitta zitta. Poi c’era sempre uno gentile che cominciava a tradurre. E io mi dicevo: oddio, adesso mi tocca entrare nella conversazione. Un incubo”.