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“Vediamo se ora ridono”. Organizza una trappola ai ladri che continuano a svaligiargli casa: legati e vestiti da Teletubbies, il video della “vendetta” è virale

Un uomo esasperato dai furti organizza una trappola con i vicini e blocca quattro presunti intrusi, ma il caso prende una svolta inattesa quando emergono nuovi dettagli sull’identità del gruppo

di Redazione FqMagazine
“Vediamo se ora ridono”. Organizza una trappola ai ladri che continuano a svaligiargli casa: legati e vestiti da Teletubbies, il video della “vendetta” è virale

A Jakarta, in Indonesia, una vicenda controversa ha attirato l’attenzione dei social e diviso l’opinione pubblica. Un uomo, esasperato dai continui furti subiti nella propria abitazione e insoddisfatto dei risultati ottenuti dopo essersi rivolto alla polizia, ha deciso di “farsi giustizia da solo” organizzando una vera e propria trappola con l’aiuto di alcuni vicini. Secondo quanto ricostruito da Il Messaggero, il proprietario di casa avrebbe preparato un’imboscata notturna nel cortile, riuscendo a bloccare quattro persone entrate nella proprietà. Una volta immobilizzati, li avrebbe legati con del nastro adesivo e messi in posa in modo provocatorio, facendoli somigliare ai personaggi dei Teletubbies, in particolare Tinky Winky. Un gesto pensato chiaramente per umiliarli e, come lui stesso avrebbe scritto online, “vediamo se ora ridono”.

La scena è stata ripresa e condivisa sui social, dove il video è diventato rapidamente virale. Video che ha scatenato reazioni contrastanti: da un lato chi ha visto nell’azione una forma di autodifesa estrema contro un problema percepito come fuori controllo, dall’altro chi ha criticato il gesto per la sua durezza e per i rischi legali legati alla giustizia fai-da-te. Dopo averli bloccati, l’uomo ha comunque contattato le autorità locali di Jakarta, consegnando i quattro individui alla polizia.

La vicenda ha preso però una svolta inattesa quando è emerso che i presunti ladri sarebbero in realtà un gruppo di creator digitali provenienti da Malang, nella Giava Orientale. Uno di loro, Syahroni Muhammad, ha spiegato che si trattava di contenuti comici e che lui e i suoi amici lavorano spesso nella produzione di video per i social. Tutto questo, dunque, ha suggerito che l’episodio potesse essere una messa in scena o comunque una provocazione.

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