Tormento ha pubblicato il suo nuovo album “Antidoto”, accompagnato da amici e colleghi come Noyz Narcos, Ernia, Rkomi, Junior K, Eiemgei e Gaia. E ancora Sayf e Promessa e gli esponenti dell’afrobeats italiano come Leslie Sackey e WADO. “Antidoto” contiene altre tre tracce inedite: “Un’altra bugia” (feat. Gaia e Promessa), “Sofia” (feat. Sayf) e “Certe cose”.
“Antidoto si chiama così anche perché non è solo un problema degli artisti: la salute mentale oggi è una priorità. – ha dichiarato Tormento a Vanity Fair – L’ho scritto anche su Instagram: sembra davvero che già adesso, ma ancora di più a breve, sempre più persone soffriranno di disordini mentali”.
Poi ha spiegato: “Le pressioni sono tantissime. Oggi dobbiamo essere multitasking e gestire mille cose insieme: serve molta cura di sé per affrontare al meglio questo momento storico, figure come Kobe Bryant e Michael Jordan mi hanno insegnato a vivere una passione così profondamente da riuscire a creare armonia, a diventare quasi un supereroe. È un po’ ciò a cui dovremmo ambire”.
“Il punto è l’equilibrio. – ha continuato – Anch’io ho vissuto la mia passione in maniera ossessiva e penso che, per raggiungere grossi risultati, sia quasi l’unico modo, non per altro ma perché richiede un impegno di ventiquattro ore al giorno, trecentosessantacinque giorni l’anno”.
Tormento con i Sottotono ha partecipato nel 2001 al Festival di Sanremo. Una edizione movimentata per l’artista perché Striscia la Notizia aveva indicato nel brano in gara “Mezze verità” una copia di “Bye Bye Bye” della boyband americana *N Sync.
“La vera ferita era il pubblico che ci aveva abbandonato da un giorno all’altro. – ha ricordato Tormento – Dopo essere partiti con un tour da settemila persone, non veniva praticamente più nessuno a vederci. Pensavamo di aver costruito un pubblico con una mentalità alternativa, capace di pensare con la propria testa. Invece abbiamo avuto la conferma che anche noi eravamo diventati un fenomeno momentaneo (…) È stato un peccato scoprire che, per il pubblico, eravamo diventati un fenomeno momentaneo. Però con il tempo capisci che sono generazioni: quando arrivano a venticinque o ventisei anni, presi dal lavoro e dagli impegni quotidiani, molti perdono un po’ la passione per la musica”.