Mondo cattolico chiama Irlanda e Ue: contro il caldo killer, vanno subito abbandonate le fossili!
In questi giorni otto anni fa, nel luglio 2018, l’Irlanda diventava il primo Paese al mondo a dire stop agli investimenti nelle fossili per legge. Il Fossil fuel Divestment Bill obbligava l’Irish Strategic Investment Fund, il fondo sovrano irlandese, a mollare gli investimenti in carbone, petrolio e gas.
Sì, anche il gas. Che è una fonte fossile da eliminare asap come le altre per avere qualche chance di contrastare la crisi climatica che in queste settimane sotto forma di caldo killer è entrata in casa anche dei più beceri, vergognosi, grotteschi negazionisti de noantri.
Solo che sul gas, per il fatto che è stato e continua a essere furbescamente chiamato “gas naturale” e non “fonte fossile climalterante” ad esempio nelle bollette che ci arrivano a casa – l’operazione di marketing più riuscita della storia, secondo qualcuno – c’è chi continua a ciurlare nel manico con la storia del combustibile “ponte” per la transizione ideologica. Anche questo un falso mito fatto a pezzi da mo’, ma chiaramente non nella narrazione dominante dei giornaloni e dei media mainstream di lorsignori, non sia mai!
Al riguardo, ecco un riferimento che vale per tutte le tonnellate di studi in materia: un report di qualche anno fa di quei grandissimi di Climate Analytics, intitolato Fossil gas: a bridge to nowhere (scientificamente parlando, perculare meglio è impossibile!). Ma stendiamo un pietoso velo sul gas “ponte” e torniamo all’Irlanda.
La Chiesa d’Irlanda, sempre nel 2018, aveva deciso di mettere uno stop ai suoi investimenti nelle società fossili. Andando così ad aggiungersi a quelli che oggi sono oltre 1.700 investitori istituzionali internazionali (con asset gestiti per oltre 40 trilioni di dollari) che aderiscono al fossil fuel divestment, il più grande fenomeno dal basso di sempre nella storia della finanza etica (la finanza sostenibile e Esg è un’altra cosa, lasciamo stare che è meglio tanto ormai si è rovinata con le sue mani, una prece). Qui il sito del database delle adesioni.
Ancora l’Irlanda sarà Paese organizzatore insieme a Tuvalu della seconda Conferenza internazionale sull’abbandono dei combustibili fossili, in programma appunto a Tuvalu nel 2027 dopo il successo della prima che si è tenuta ad aprile a Santa Marta in Colombia con la partecipazione di quasi una sessantina di Stati.
Poi c’è Mary Robinson, ex presidente dell’Irlanda, prima donna a ricoprire tale carica nel suo Paese, già Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, che è una delle voci (stimatissime a livello internazionale) che più si sono fatte sentire in questi anni, in rappresentanza dell’organizzazione The Elders (fondata nel 2007 nientemeno che da Nelson Mandela), contro l’industria fossile: qui un suo intervento in cui puntava il dito contro i casi di Isds (Investor State Dispute Settlement) in cui le società dell’oil&gas se la prendono coi governi che secondo loro hanno la “colpa” di fare qualcosa contro la crisi climatica. Una vergogna assoluta.
Bisogna riconoscere, insomma, che l’Irlanda qualche credenziale nella lotta contro le fossili ce l’ha. Allora bisogna sperare ma soprattutto fare pressione affinché qualcosa succeda in questo senso durante il prossimo semestre del Consiglio Ue, di cui proprio l’Irlanda ha appena assunto la presidenza. Infatti è direttamente all’Irlanda in tale veste, e più in generale a tutta l’Unione europea, che si è rivolta una coalizione di 170 organizzazioni europee di ispirazione cristiana e in particolare cattolica per chiedere (per non dire esigere, vista la situazione in cui ci troviamo) alcune cose molto semplici, fra le quali:
– stop al carbone entro il 2030, al gas (il combustibile “ponte” di cui sopra, mi scappa da ridere) entro il 2035, al petrolio entro il 2040;
– una tassa permanente sugli extraprofitti delle società oil&gas;
– investire massicciamente (massicciamente!) in energia efficienza energetica, energie rinnovabili, elettrificazione. Il tutto traducibile secondo me così: l’avete vista o no la terrificante ondata di caldo che ha preso a schiaffi l’Europa? Vogliamo muoverci per accelerare finalmente la fine delle fossili? Altro che drill, baby, drill.
Lorna Gold, Executive Director di quegli altri grandissimi del Movimento Laudato Si’, che da dieci anni guida istituzioni cattoliche di tutto il mondo ad aderire al fossil fuel divestment e sostiene fortemente il Fossil fuel Treaty, l’iniziativa per un Trattato globale di Non-Proliferazione dei combustibili fossili (qui sul suo sito una quantità di materiale al riguardo), ha commentato: “Il riscaldamento globale causato dalle emissioni di combustibili fossili sta scatenando ondate di calore letali in tutta Europa, che non faranno che peggiorare se non agiamo. I grandi inquinatori devono essere ritenuti responsabili dei danni climatici che causano. Chiediamo all’Irlanda di dare l’esempio nell’eliminazione graduale dei combustibili fossili”.
Cos’è che non è chiaro? Irlanda e Ue, fate presto! Via dalle fossili! Subito!