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Esalazioni da un depuratore a San Vito Lo Capo, morti un operaio e un soccorritore del 118 che lo stava rianimando

Nel giugno 2016 su disposizione della Procura di Trapani, la Capitaneria di porto aveva eseguito il sequestro preventivo del depuratore comunale in questione. La procura ha aperto un fascicolo
Esalazioni da un depuratore a San Vito Lo Capo, morti un operaio e un soccorritore del 118 che lo stava rianimando
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Davide Anselmo – un operaio di 45 anni che stava lavorando al depuratore della Tonnara del Secco, a San Vito Lo Capo – è morto per le esalazioni che provenivano dall’impianto. Sono intervenuti i sanitari del 118 e durante i soccorsi anche un operatore – Francesco Bulgarella (64 anni, in foto) – che stava praticando il massaggio cardiaco è morto. L’operaio della ditta che gestiva l’impianto si trovava dentro l’impianto quando si è sentito male. È stato portato in superfice dai vigili del fuoco. Durante le operazioni di rianimazione, uno dei due soccorritori si è sentito male. Nella zona c’era molto caldo. Sono stati vani anche per lui i tentativi di rianimarlo. Nel luogo dell’incidente insieme ai due operatori sarebbe intervenuta anche una dottoressa in servizio alla guardia medica. Sono intervenuti i carabinieri.

Anselmo, secondo una prima ricostruzione, si sarebbe accasciato dentro la struttura, mentre il collega cercava di sostenerlo in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco. Sarà l’esame del medico legale e poi l’autopsia ad accertare se la morte sia stata provocata dalle esalazioni o da un malore dovuto anche alle alte temperature registrare in quel momento. Per quanto riguarda l’operatore sanitario del 118, Francesco Bulgarella, i primi rilievi avrebbero escluso che la morte sia stata provocata da esalazioni. “Il dipendente della Seus non è mai entrato nei locali dell’impianto – ha riferito Fabio Genco, responsabile del 118 di Palermo e Trapani – i soccorritori hanno atteso come da protocollo l’arrivo dei vigili del fuoco che hanno preso l’operaio e lo hanno portato all’esterno. Anche in questo caso sarà l’autopsia ad accertare la causa della morte, ma al momento mi sento di escludere che siano state le esalazioni provenienti dall’impianto. Come 118 siamo vicini alla famiglia del soccorritore e dell’operaio. Non nascondo che per tutto il 118 questo è un giorno di forte dolore”. Intanto la procura di Trapani ha aperto un fascicolo.

Nel giugno 2016 su disposizione della Procura di Trapani, la Capitaneria di porto aveva eseguito il sequestro preventivo del depuratore comunale in questione. Il provvedimento era stato emesso nell’ambito di un’inchiesta per presunto inquinamento delle acque marine. Il depuratore, installato nel 2010, secondo le indagini della Capitaneria di porto non sarebbe mai stato collaudato ma il Comune di San Vito aveva stipulato un contratto con una ditta privata per la manutenzione dell’impianto. La procura di Trapani indaga per accertare se il malfunzionamento del sistema di depurazione abbia provocato l’inquinamento delle acque marine a San Vito Lo Capo. L’impianto non era ancora stato collaudato e l’Arpa aveva più volte certificato anomalie al sistema di depurazione. L’inchiesta della procura era scattata dopo gli accertamenti condotti dalla Capitaneria di porto.

“Una tragedia che ci lascia sconvolti e attoniti. La Seus è a lutto e si stringe attorno ai familiari ed a tutti i cari del nostro operatore Francesco Bulgarella morto a San Vito Lo Capo durante un soccorso. Un esempio di dedizione professionale fino alle estreme conseguenze, all’insegna dell’ineguagliabile e meritorio spirito di sacrificio che ogni giorno contraddistingue tutti gli addetti dell’emergenza-urgenza 118 in Sicilia”. A parlare è Riccardo Castro, presidente della Sicilia emergenza-urgenza sanitaria che gestisce il 118, aggiungendo: “In questo momento così drammatico siamo per l’ennesima volta orgogliosi delle grandi doti umane e professionali dei nostri angeli del soccorso”.

Successivamente invece il sindaco di San Vito Lo Capo, Francesco La Sala, giunto sul luogo della tragedia, ha dichiarato: “Non ci sono parole per quanto accaduto. Abbiamo due vittime: un operaio del depuratore e un soccorritore del 118. Al momento non sappiamo ancora con certezza cosa sia successo e sarà la magistratura ad accertare la dinamica e le eventuali responsabilità. Quello che è accaduto, però, è inaccettabile”.

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