Famiglia del bosco, i tre fratellini promossi a scuola. Ora si attende la decisione sul ritorno a casa
Tre promossi su tre. In una vicenda che negli ultimi mesi ha alimentato un acceso dibattito sul rapporto tra tutela dei minori, scuola parentale e responsabilità genitoriale, arriva una notizia destinata a pesare anche sul piano giudiziario. I tre figli della cosiddetta “famiglia del bosco”, la coppia al centro del procedimento davanti al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, hanno infatti superato gli esami di idoneità e sono stati ammessi alla classe successiva. La conferma arriva dall’avvocato Simone Pillon, legale dei genitori. La figlia maggiore frequenterà la quarta classe, mentre i due gemelli sono stati ammessi alla seconda. Gli esami sono stati sostenuti dopo il percorso didattico seguito all’interno della casa famiglia di Vasto dove i bambini vivono dallo scorso novembre, quando venne disposto il loro allontanamento dal nucleo familiare.
Secondo il legale, l’esito positivo delle prove rappresenta un elemento significativo anche rispetto al dibattito che ha accompagnato l’intera vicenda. “La notizia conferma la bontà del percorso di scuola parentale scelto dai genitori”, sostiene Pillon, ricordando come quel modello educativo sia stato portato avanti anche durante il periodo trascorso nella struttura di accoglienza, grazie al lavoro di un’insegnante che ha seguito i minori. I minori sono stati comunque seguiti negli ultimi mesi da personale incaricato nell’ambito del percorso educativo e di tutela disposto dopo l’allontanamento dal nucleo familiare.
L’aspetto scolastico, tuttavia, è soltanto uno dei tasselli di una vicenda ben più ampia. L’attenzione resta infatti concentrata sul Tribunale per i minorenni dell’Aquila, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di ricongiungimento familiare depositata dalla difesa il 25 giugno. L’istanza, composta da 99 pagine, ricostruisce l’intero iter processuale e la storia della famiglia, soffermandosi sui nuovi elementi emersi nel corso degli ultimi mesi. Secondo l’avvocato Pillon, il quadro sarebbe oggi profondamente cambiato rispetto a quello che aveva portato al provvedimento di allontanamento.
Nel ricorso, spiega il legale, vengono richiamati nuovi accertamenti istruttori, orientamenti della giurisprudenza italiana ed europea e il mutato clima di collaborazione tra le parti coinvolte. Un elemento che, secondo la difesa, consentirebbe di affrontare con maggiore serenità le questioni ancora aperte. Pillon sostiene inoltre che i diversi professionisti coinvolti nella vicenda – dalla consulente tecnica d’ufficio ai consulenti di parte, fino all’équipe di Neuropsichiatria infantile – convergerebbero ormai sulla necessità di un ritorno dei bambini nella loro famiglia, indicato, secondo quanto riferisce il legale, come “precoce”, “immediato” e “urgente”. Sarà ora il Tribunale a valutare se i nuovi elementi prodotti dalla difesa siano sufficienti per modificare il precedente assetto disposto nell’interesse dei minori.
La coppia dal 2021 viveva con tre figli piccoli nel casolare. I fratellini non frequentavano la scuola (i genitori sostenevano l’educazione parentale), non avevano assistenza pediatrica, né completato il ciclo di vaccinazioni e non parlavano italiano. Nel settembre 2024 la famiglia si era intossicata con funghi raccolti dal padre ed è stata soccorsa casualmente da un vicino. In ospedale i genitori avevano rifiutato alcune cure per i figli che rifiutavano il sondino nasogastrico, episodio che aveva fatto partire le segnalazioni alle autorità.
L’allontanamento dei bambini è avvenuto nell’ambito di un percorso seguito dai servizi sociali e disposto dal Tribunale per i minorenni, sulla base di valutazioni relative alle condizioni di vita dei minori. La più grande al momento dell’allontanamento aveva una bronchite non curata. Dopo un periodo di permanenza nella casa, la madre è stata allontanata il 7 marzo dalla struttura per l’atteggiamento “ostile” e “squalificante” nei confronti degli operatori. A seguito della decisioni i giudici erano stati attaccati dalla stessa premier, Giorgia Meloni, e hanno subito una ispezione decisa dal ministro della Giustizia che si è conclusa con l’archiviazione. I coniugi erano stati ricevuti dal presidente del Senato e hanno partecipato anche a una conferenza stampa alla Camera. Oggi invece Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, ha incontrato i bambini nella struttura.