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“Uno in meno”: il commento di un carabiniere sotto un post di consigliere di Bologna sulla morte di Fakir

La denuncia di Detjon Begaj, che siede in consiglio nelle file di Coalizione Civica: "È Walter Lombardi, in servizio qui". L'Arma avvia "accertamenti rigorosi"
“Uno in meno”: il commento di un carabiniere sotto un post di consigliere di Bologna sulla morte di Fakir
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Una dozzina di commenti, tra i quali “Uno in meno”, sotto un post di un consigliere comunale relativo sulla morte di Abderrahim Fakir. L’autore? Un carabiniere effettivo di Bologna. La denuncia arriva da Detjon Begaj, che siede in consiglio nelle file di Coalizione Civica. E ora l’Arma fa sapere di star svolgendo “gli opportuni accertamenti” e assicura che “valuterà il comportamento del militare con il massimo rigore”.

Begaj aveva spiegato di aver “notato qualcuno che mi ha commentato una dozzina di volte invocando il ‘Duce’, ‘bum bum bum’, ‘uno in meno’, persino quella che potrebbe sembrare una minaccia o quanto meno un messaggio ambiguo ad una donna alla quale ha scritto ‘Sono accompagnato ma se mi incontri attenta non si sa mai’”. Vista la frequenza dei commenti, il consigliere si è incuriosito e ha aperto il profilo pubblico dell’uomo: “Ho scoperto essere del Brigadiere, Ufficiale e Cavaliere dei Carabinieri di Bologna Walter Lombardi” che “tra le varie cose il 25 dicembre del 2025 ha ospitato nella sua pattuglia il monsignor Zuppi per fargli fare alla radio gli auguri di Natale”.

Il consigliere comunale si chiede poi “come sia possibile che evidentemente abbia ritenuto normale o comunque legittimo che una figura così esperta e pluridecorata commenti più volte in questo modo un post (nient’affatto violento o particolarmente estremo) di un consigliere comunale della stessa città in cui svolge servizio. Ma anche se fosse un commento ad un cittadino qualunque varrebbe lo stesso naturalmente, non fraintendetemi”.

Il punto, chiarisce Begaj, è un altro: “Mi chiedo se sia compatibile con l’onore, il prestigio e i valori dell’Arma”. Il consigliere comunale conclude il post scrivendo che le persone comuni quando hanno bisogno di aiuto, “di solito chiamano proprio la Polizia o i Carabinieri” che “si auspicherebbe non fossero guidati dall’ideologia fascista, dal razzismo, dalla violenza ma dal senso di protezione di tutti gli esseri umani, senza distinzioni di razza, genere, nazionalità e senza metterli in pericolo. Né in strada, né su Facebook”.

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