Ultimo aggiornamento: 11:23
“Mai vista tanta crudeltà”, la mamma della famiglia nel bosco in conferenza stampa alla Camera
Dopo l’incontro con il presidente del Senato, la coppia della famiglia nel bosco è stata stati ricevuta alla Camera. I genitori dei bimbi, che vivevano in un casolare senza acqua, senza luce e senza servizi igienici, hanno partecipato a una conferenza stampa alla Camera, promossa dalla presidente della Commissione Infanzia Michela Vittoria Brambilla, per ribadire la richiesta di ricongiungimento con i figli. Dallo scorso novembre alla madre e al padre è stata sospesa la responsabilità genitoriale: per questo i bambini sono stati ospitati per ordine del Tribunale per i minorenni dell’Aquila in una struttura. Accompagnati dal loro legale, Marco Femminella, i due – che dopo aver rifiutato diverse soluzioni abitative, hanno ricevuto una casa dal comune di Palmoli – hanno denunciato quella che definiscono una separazione ingiusta e dolorosa. Nel corso dell’incontro hanno mostrato disegni e lettere dei bambini e parlato delle difficoltà vissute negli ultimi mesi dopo l’allontanamento disposto dalle autorità.
“Mi sembra di vivere un incubo, sono franca: non ho mai visto, né sentito, una forma di crudeltà così estrema come quella che stanno subendo i miei figli”, ha detto la donna. Anche il marito Nathan ha sottolineato “il dolore, non potete immaginare quanto, che abbiamo passato negli ultimi 5 mesi e specialmente i bambini. Prima la separazione dalla loro casa e dal papà e poi la separazione dalla mamma. Hanno avuto stress, dolore, paura. La loro gioia è stata distrutta. Mia moglie e io siamo uniti più di prima, il nostro amore e più forte che mai: il nostro desiderio più grande è di essere ricongiunti, essere una famiglia come prima”.
Secondo la loro ricostruzione, non vi sarebbero stati abusi o maltrattamenti, ma una scelta di vita alternativa, improntata a un ritorno alla natura. Una linea sostenuta anche dai consulenti di parte intervenuti, che hanno criticato le modalità dell’intervento e gli effetti sui minori. I magistrati e i servizi sociali non hanno mai contestato maltrattamenti o abusi – che tra l’altro sarebbero stati eventualmente vagliati in sede penale – ma uno stile di vita inadeguato per tre minori.
Vale la pena ribadire che la coppia dal 2021 viveva con tre figli piccoli in un casolare isolato a Palmoli. I fratellini non frequentavano la scuola (i genitori sostenevano l’educazione parentale), non avevano assistenza pediatrica, né completato il ciclo di vaccinazioni e non parlavano italiano. Nel settembre 2024 la famiglia si era intossicata con funghi raccolti dal padre ed è stata soccorsa casualmente da un vicino. In ospedale i genitori avevano rifiutato alcune cure per i figli che rifiutavano il sondino nasogastrico, episodio che aveva fatto partire le segnalazioni alle autorità.
L’allontanamento dei bambini è avvenuto nell’ambito di un percorso seguito dai servizi sociali e disposto dal Tribunale per i minorenni, sulla base di valutazioni relative alle condizioni di vita dei minori. La più grande al momento dell’allontanamento aveva una bronchite non curata. Dopo un periodo di permanenza nella casa, la madre è stata allontanata il 7 marzo dalla struttura per l’atteggiamento “ostile” e “squalificante” nei confronti degli operatori. Lavoro che si inserisce in un quadro di interventi tecnici, finalizzati – secondo quanto previsto dalla normativa – a garantire sicurezza, salute e sviluppo adeguato dei minori. Le decisioni del Tribunale si basano su relazioni e accertamenti multidisciplinari, e possono prevedere l’allontanamento quando emergono elementi di rischio.
Durante la conferenza stampa, esponenti politici e consulenti vicini alla famiglia hanno parlato di “violenza di Stato” e di un sistema da rivedere, mentre è stato richiamato anche il tema più ampio degli allontanamenti in Italia. Il caso – soprattutto del referendum sulla separazione delle carriere perso dal governo – aveva innescato l’attenzione di alcuni esponenti politici di destra e persino un intervento della premier, Giorgia Meloni. A cui era seguita un’ispezione ministeriale disposta dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio. I giudici – alcuni dei quali minacciati – sono intervenuti una sola volta con una nota congiunta per ribadire che qualsiasi decisione è stata ispirata dalla tutela dei minori respingendo al mittente i “toni aggressivi e non continenti”. Nei giorni scorsi la ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha espresso “solidarietà agli assistenti sociali per i gravi episodi di intimidazione che, partendo da Vasto, si stanno diffondendo in diverse regioni italiane”. Intanto martedì si è tenuta un’udienza a trattazione scritta sul ricongiungimento e relativa al ricorso presentato dagli avvocati.
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