Un matrimonio fuori dagli schemi, costruito su misura degli sposi e lontano da molte delle tradizioni più consolidate. È quello celebrato il 26 giugno da Francesca Michielin e Davide Spigarolo nella Pieve di Sant’Eusebio, a Bassano del Grappa. A raccontarne i dettagli è stata la stessa artista, che su Instagram ha ripercorso le scelte che hanno reso quel giorno speciale e, soprattutto, personale. Una serie di piccoli “strappi alla regola” che potrebbero ispirare tante coppie desiderose di organizzare nozze meno convenzionali.
La prima sorpresa è arrivata già all’ingresso in chiesa. Niente padre che accompagna la sposa all’altare né ingressi separati: “Siamo entrati insieme e non accompagnati dai genitori”, ha scritto Michielin, spiegando di aver voluto vivere quel momento fianco a fianco con il futuro marito. Anche un’altra storica superstizione è stata messa da parte. Secondo la tradizione, gli sposi non dovrebbero vedere l’abito dell’altro prima della cerimonia. Michielin, invece, ha accompagnato personalmente Spigarolo a scegliere il suo vestito perché, racconta con ironia, “non voleva scegliere da solo”, aggiungendo: “In barba alla scaramanzia”.
Originale anche la celebrazione religiosa. I due sposi hanno preso posto accanto al parroco, anziché uno di fronte all’altra, potendo così guardare negli occhi amici e parenti durante la funzione. A portare le fedi non sono stati paggetti o damigelle, ma i nonni degli sposi, mentre per le letture sono stati scelti brani meno consueti, tra cui la Lettera ai Galati, con l’intento di offrire una prospettiva diversa sul significato del matrimonio.
La volontà di personalizzare ogni dettaglio si è riflessa anche negli allestimenti. Al posto delle classiche composizioni floreali, Michielin ha scelto girasoli, definiti “semplicemente raggianti”, mentre il bouquet era composto da delphinium, un fiore che le ricorda i “boschi magici” dell’amato altopiano di Asiago.
Anche il look della sposa ha seguito la stessa filosofia. Nessuna acconciatura elaborata: Michielin ha preferito portare i capelli sciolti, mossi e naturali, “non perfetti, non acconciati”, per sentirsi semplicemente sé stessa. Persino lo smalto ha rotto gli schemi: invece delle tradizionali tonalità neutre o pastello ha scelto il verde pistacchio, il suo colore preferito. Agli invitati, inoltre, non è stato imposto alcun dress code: l’unica parola d’ordine era “libertà”.
Lo stesso spirito informale ha caratterizzato il ricevimento. Al posto del classico pranzo o cena con tavoli assegnati e portate prestabilite, gli sposi hanno organizzato un lungo aperitivo accompagnato da musica e karaoke, hamburger e patatine, seguiti da un drink personalizzato a base di gin e da un buffet di cheesecake, che ogni ospite poteva completare con il topping preferito. Il gran finale è stato affidato alla pizza condivisa tutti insieme, mentre il giorno successivo gli invitati si sono ritrovati per una colazione.
A chiudere il racconto, Michielin ha affidato ai social un messaggio rivolto a chi sogna il proprio matrimonio: “‘Ma quelli non sono fiori da matrimonio’ e tante altre cose che per molti possono sembrare assurde, ma che per me sono bellissime. In un giorno così speciale, siate voi stessi“.
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