Il paradosso del cliente: "La respirazione bocca a bocca" - 4/4
Il lavoro investigativo si scontra spesso con una complessa barriera psicologica: l’ostinata volontà dei clienti di non accettare la realtà. «La prima domanda che faccio è: “Ma veramente vuoi sapere come stanno le cose?”», sottolinea Tarricone al Corriere. «Il più delle volte sono persone talmente innamorate che sperano non ci sia niente e quindi, anche quando c’è qualcosa, trovano delle scuse». L’esempio riportato dal detective ha dell’incredibile: dopo aver filmato una coppia scambiarsi effusioni sul lettino e aver consegnato le prove, la cliente è tornata in agenzia dubitando del materiale fornito. Il marito, scoperto, le aveva fornito una spiegazione surreale: «Le ha risposto: “Avevo una relazione con questa persona, mi sono reso conto che tu sospettavi qualcosa e […] ho detto a questa donna che non volevo più andare avanti. Così lei mi ha chiesto di vedersi un’ultima volta in spiaggia per chiarire”».
Poi l’epilogo sul lettino: «Mentre lui le stava spiegando come stavano le cose, lei ad un certo punto è svenuta e lui, preso dal panico, ha iniziato a praticarle la respirazione bocca a bocca». La conclusione di Tarricone è tranciante: «Giuro, questo le ha detto e questo è quello a cui ha creduto la moglie. Perché lei in realtà voleva credergli, avrebbe creduto a qualsiasi cosa».