Parte tutto da lì: se è sana la pelle è luminosa, elastica e uniforme. Al contrario, se è danneggiata, ecco che la cute si arrossa, si screpola e si sensibilizza. Parliamo della barriera cutanea, la prima linea di difesa tra noi e il mondo esterno. L’industria beauty ora ne riconosce l’importanza, proteggendola con creme e sieri dall’efficacia riparatrice, trattamenti da fare in salone e rituali ispirati alla tradizione coreana. Insomma: la skincare ora ragiona sul lungo periodo più che sul risultato immediato, investendo sulla salute dell’epidermide.
La pelle è un organo complesso e strutturato: nel suo strato più esterno, lo strato corneo, esiste una vera e propria barriera che ci protegge dai fattori esterni. Per questo è sempre messa a dura prova: raggi UV, scottature, inquinamento e trattamenti troppo aggressivi possono compromettere la barriera. Dal punto di vista dermatologico, di solito viene descritta come un muro di “mattoni e malta”: i mattoni sono i corneociti, cellule prive di nucleo tenute insieme dalla matrice lipidica intercellulare (la malta) un mix di ceramidi, colesterolo e acidi grassi liberi. Se la malta si sgretola, la pelle trattiene meno acqua ed è più esposta agli agenti esterni, apparendo disidrata e infiammata.
Come capire se la barriera cutanea è danneggiata
“La pelle ci invia spesso piccoli segnali che tendiamo a sottovalutare”, spiega Jing Hu, co-founder di Ottodays, beauty clinic a Milano che adatta i principi della dermatologia coreana alle caratteristiche climatiche italiane. “Per esempio, un indizio è la pelle che si arrossa facilmente dopo l’esposizione al sole e impiega molto tempo a tornare normale. Oppure se alcuni prodotti cosmetici ad alta concentrazione provocano bruciore o fastidio”. Un altro segnale a cui fare attenzione in estate è la pelle che “appare lucida ma allo stesso tempo disidratata, o soggetta a desquamazione”. Altri segnali da tenere in considerazione: una maggiore sensibilità al passaggio dall’aria condizionata all’ambiente esterno, o irritazioni e rossori che guariscono più lentamente rispetto a prima. “Prima di parlare di anti-age, macchie cutanee e luminosità, è fondamentale costruire una barriera cutanea sana e stabile”, conferma Jing Hu.
L’estate è un momento di grande stress per la pelle: caldo, vento e sudorazione possono alterare il naturale film idrolipidico, mentre i raggi UV aumentano lo stress ossidativo della pelle. “L’esposizione prolungata al sole può compromettere temporaneamente la funzione della barriera cutanea – spiegano dalla clinica beauty – La protezione solare rappresenta il primissimo passo di una corretta routine estiva, ma il recupero della pelle dopo l’esposizione al sole è altrettanto importante”. Anche sul fronte dei trattamenti professionali, secondo Hu, in questo periodo bisogna concentrarsi su due aspetti: “Il mantenimento quotidiano della barriera cutanea, per aiutare la pelle ad affrontare le aggressioni ambientali e per migliorare la capacità di adattarsi alle variazioni climatiche. C’è poi il recupero della pelle dopo l’esposizione al sole con l’obiettivo di calmare la sensazione di calore e di discomfort cutaneo, ripristinare l’idratazione, sostenere il recupero della barriera cutanea e ridurre gli effetti dello stress ossidativo e del fotoinvecchiamento”.
Cosa aiuta – e cosa danneggia – la barriera cutanea
Il settore beauty ha da tempo avvertito questa esigenza, proponendo un’ampia offerta per la barriera cutanea. Gli ingredienti su cui puntare sono ceramidi, pantenolo (provitamina B5) centella asiatica, squalano e prebiotici, ingredienti a supporto del microbiota cutaneo. Nella gallery abbiamo selezionato i prodotti ormai famosi e alcune novità interessanti: sieri e idratanti studiati per rinforzare lo strato più esterno dell’epidermide.
Durante la skincare quotidiana, però bisogna fare attenzione ad alcuni passaggi come una detersione eccessiva: “Molto spesso si pensa che una pelle grassa abbia semplicemente bisogno di una detersione più intensa. Al contrario, Ottodays considera in alcuni casi l’eccesso di sebo come risposta compensatoria di una barriera cutanea alterata”. È bene anche non esfoliare troppo frequentemente la pelle, non utilizzare contemporaneamente numerosi prodotti ad alta concentrazione e non trascurare il recupero della pelle dopo aver preso il sole. “L’estate non è il momento ideale per sottoporre la pelle a stress eccessivi – prosegue Hu – Al contrario, è il periodo in cui ha maggiormente bisogno di essere sostenuta e accompagnata nel mantenimento del proprio equilibrio fisiologico”.