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Cesare Battisti, no al permesso di due ore per vedere il figlio fuori dal carcere. La difesa fa ricorso: “Decisione incivile”

L'istanza dell'ex terrorista ha avuto parere negativo dalle forze di polizia ed è stata respinta dal giudice di Sorveglianza di Massa: l'udienza sul reclamo il 16 luglio a Genova
Cesare Battisti, no al permesso di due ore per vedere il figlio fuori dal carcere. La difesa fa ricorso: “Decisione incivile”
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Il giudice di Sorveglianza di Massa ha respinto la richiesta di Cesare Battisti di poter vedere il figlio minorenne per due ore, sotto controllo, fuori dal carcere dove è detenuto. Così l’ex terrorista rosso ha presentato reclamo di fronte al Tribunale di Sorveglianza di Genova, che ha fissato l’udienza per la discussione al prossimo 16 luglio. La decisione del giudice toscano risale allo scorso 28 aprile ed è motivata con il pericolo di evasione, nonostante l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac) abbia riconosciuto le sue responsabilità e scontato oltre 17 anni di pena. “Lo trovo sconcertante e incomprensibile”, ha commentato il suo avvocato storico Davide Steccanella. Battisti, spiega, “è un ultrasettantenne che ha fatto venire qua la famiglia dal Brasile. Vorrei sapere, quale possibilità di evadere ha? E che pericolo c’è, visto che gli ultimi fatti che lo riguardano risalgono al 1979? È un provvedimento di rara inciviltà“, chiosa il legale.

Battisti, 72 anni, è stato arrestato nel gennaio 2019 in Bolivia dopo 37 anni di latitanza – trascorsa in gran parte in Brasile – e consegnato all’Italia per espiare la condanna per i quattro omicidi commessi negli anni Settanta. Dopo l’estradizione è stato raggiunto in Italia dalla moglie e dal figlio 12enne: l’istanza per poter vedere quest’ultimo, in un ambiente diverso dal penitenziario, ha avuto il parere negativo della Direzione centrale di polizia di prevenzione del ministero dell’Interno e della Direzione investigativa antimafia. L’ex terrorista aveva chiesto di poter riabbracciare il figlio in una lettera appello.

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