Sicilia, primo tavolo del campo largo per le Regionali. Intanto due deputati M5s passano con La Vardera: “Nessuno strappo, ma ci ignorano”
“Nessuno strappo”, Ismaele La Vardera lo dice subito con decisione. Eppure lunedì, al termine del primo tavolo di coalizione del campo largo, per definire l’assetto alle prossime Regionali, è arrivata la sberla per il M5s: due deputati regionali, Carlo Gilistro e Josè Marano, sono passati con Controcorrente, il partito fondato da La Vardera. Ma non è tutto. Non c’è stato neanche il tempo di annunciarli, infatti, che l’ex Iena ha già pronta una conferenza stampa, per mercoledì mattina, per comunicare l’acquisizione di altri due deputati, uno regionale e uno nazionale, sui quali ci sarebbe ancora grande riserbo, sebbene in tanti ormai fanno il nome di Alessandro De Leo, deputato dell’Assemblea regionale siciliana, che da poco ha lasciato Fi, in polemica con il partito dopo il flop a Messina (Fi non è entrata in Consiglio comunale).
È così che il campo largo muove i primi passi in Sicilia. Un confronto, in realtà, c’era già stato alla festa del Pd a Catania, lo scorso dicembre. Un parterre di tutti i partiti di centrosinistra, compreso Iv, che questa volta non c’era. Nel frattempo, infatti, sono passati sei mesi, che in politica sono quasi un’era geologica, e soprattutto ci sono state le Amministrative che hanno portato La Vardera alla conquista della guida di Agrigento: il suo candidato, Michele Sodano, contro ogni pronostico ha sbaragliato una fortezza del centrodestra. Il peso politico dell’ex Iena, è dunque, cambiato. E pare in espansione continua: “Dopo la vittoria di Agrigento da tutta Italia sono arrivate mail per aprire i Fari territoriali”, sottolinea lui. E passa all’incasso: “Un risultato ai limiti del miracolo, che doveva essere considerato come una prova sul campo, come se avessimo già fatto le primarie”.
Candidato alla presidenza per il campo largo alle prossime regionali, questo è quello che La Vardera mette sul tavolo del centrosinistra, pur non sedendosi (ma ha mandato il coordinatore regionale, Gandolfo Lo Verde e il responsabile organizzativo, Miguel Donegani) e presentando poco dopo la moltiplicazione dei deputati. “Nessuno strappo – ribadisce – i due deputati, di cui uno è al primo mandato, si sono presentati spontaneamente, restano tra le file dell’opposizione a questo governo, senza tradire il mandato consegnato loro dai siciliani: cosa avrei dovuto fare?”. Nessuna volontà di creare tensione all’interno del fragile equilibrio della coalizione, dunque, ma punta il dito: “Sono loro che da mesi ignorano una nuova realtà. Io invoco da dicembre le primarie, e non ho ancora mai sentito un parere sulla mia candidatura”, sottolinea.
“Agrigento è una delle vittorie incassate dal centrosinistra, ma ce ne sono altre, ognuno racconta la propria, La Vardera racconta giustamente Agrigento, il M5s può raccontare Termini Imerese, noi Marsala o Lentini, ma la verità è che alle ultime Amministrative ci sono state 11 vittorie che raccontano 11 storie diverse. Accumunate dal fatto che dove ci siamo presentati uniti e credibili abbiamo vinto”, ribatte, invece, Sergio Lima della segreteria regionale e direzione nazionale del Pd. Che continua: “Ad Agrigento l’unico miracolo necessario adesso è che arrivi l’acqua nei rubinetti”. E aggiunge: “Il Pd potrebbe rivendicare di aver preso 5 volte i voti di Controcorrente, ma che senso avrebbe? La nostra attenzione e tensione è verso l’unità. E la questione importante che va valorizzata è che ci siamo seduti a un tavolo e che tutti stiamo lavorando, cercando di limare tensioni e squilibri”, continua Lima.
Ma il partito che è rimasto più fagocitato da questa espansione di Controcorrente è di certo il M5s: “Noi stiamo pensando e continuiamo a pensare ai problemi dei siciliani e come risolverli”, fa spallucce Nuccio Di Paola. Portavoce regionale del M5s, Di Paola è anche uno dei nomi per la candidatura del centrosinistra alle prossime regionali: “Stiamo lavorando per trovare una sintesi, passando dalla protesta alla proposta: il nostro obiettivo è perseguire un percorso che può aggregare una coalizione credibile e affidabile, noi lavoreremo per essere valore aggiunto, e sto già pensando al prossimo evento di coalizione”. Ma ci saranno le primarie che La Vardera invoca? “Cosa succederà nel futuro non possiamo saperlo, le primarie non sono escluse, ma intanto stiamo lavorando per trovare un programma”, indica Lima. E gli fa eco Di Paola: “Parliamo prima di un progetto comune, altrimenti qual è la differenza tra noi e il centrodestra? Bisogna scrivere insieme il programma, mi sono stancato di non dare ai siciliani una vera alternativa”. Ma La Vardera scuote la testa: “Questo campo largo non pare digerirmi”.
Intanto alcuni nomi iniziano a circolare come quello di Antonello Cracolici, che in un’intervista a Livesicilia, si è detto disposto alla candidatura. Cracolici è il decano all’Ars, del Pd, dove siede da vent’anni, eletto ininterrottamente dal 2001 al 2022. Adesso è anche presidente della commissione Antimafia. Un nome però non spendibile in tutta la Regione, secondo La Vardera: “Nulla da dire, però ritengo serva individuare una figura regional popolare che possa riportare molta gente al voto”. “Sono sicuro che a livello nazionale ci sarà una coalizione compatta di centrosinistra”, osserva Di Paola. E continua: “Per la Regione sarà lo stesso, non senza considerare le realtà territoriali”. Tra le quali potrebbe figurare anche il partito di Cateno De Luca, Sud chiama Nord, di collocazione ancora incerta. È d’altronde con ScN che si era presentato La Vardera, salvo poi, proseguire da solo, nel 2022, ovvero qualche era geologica fa. E potrebbero essere altrettanto lontane le elezioni: “Non scordiamoci che, se tutto resta com’è, si vota tra 13 mesi”, ricorda Lima. Ancora può succedere di tutto.