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Ultimo aggiornamento: 15:21

Appendino contro Calderone: “In Italia il lavoro uccide più della mafia, con le vostre norme lo avete reso più insicuro”

L'esponente M5s critica le scelte del governo e rilancia le proposte: "Servono il reato di omicidio sul lavoro e una procura nazionale del lavoro"
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Dura risposta di Chiara Appendino alle dichiarazioni della ministra Calderone sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. “Nel 2025 più di mille morti sul lavoro: in Italia il lavoro uccide più della mafia e voi avreste dovuto rendere il lavoro più sicuro. Invece avete fatto l’opposto”, ha attaccato l’ex sindaca di Torino.

“Con le vostre norme – ha aggiunto – lo avete reso più insicuro”. L’esponente M5s ha quindi fatto qualche esempio dei provvedimenti introdotti dal governo Meloni come “la patente a crediti nelle costruzioni” che “ha prodotto appena 14 revoche su oltre 800mila imprese”, poi, ancora, “la vostra perla, le ispezioni con preavviso di dieci giorni, così l’irregolarità la metti a posto”. E, ancora, “la reintroduzione dei voucher, che aprono la porta al lavoro irregolare e tolgono le tutele; e poi la vergogna della vergogna, i subappalti a cascata del Codice Salvini, togliendo la possibilità di maggiori controlli”.

Secondo Appendino l’esecutivo ha “consapevolmente fatto arretrare lo Stato su cose che servono ogni giorno, tutele e controlli”.

“Il tema della sicurezza è una costante nelle fabbriche e nei cantieri. Avere paura di andare sul luogo di lavoro non è normale e non è civile”, ha proseguito ancora la deputata, rilanciando le proposte del Movimento 5 stelle in materia di sicurezza sul lavoro come l’introduzione del “reato di omicidio sul lavoro; della procura nazionale del lavoro, per avere magistrati specializzati; e della responsabilità solidale”.

“Il lavoro deve essere riscatto e dignità e non ricatto e condanna – ha concluso – Lo dobbiamo a chi è già morto sul lavoro e a chi oggi sta rischiando. Noi rispondiamo a loro ed è per loro che continueremo a batterci”

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