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Ultimo aggiornamento: 10:43

Venezuela, madre con 3 figli sotto le macerie: pompieri italiani al lavoro per salvarla. Decine di migliaia i dispersi, 1.450 morti ufficiali

33 persone estratte vive dai detriti durante il fine settimana, inclusi due ragazzini di 11 anni. La presidente Rodriguez: "Catastrofe naturale più brutale" nella storia del Paese. Intanto, piogge ed esondazioni nello stato di Portoghese costringono 100 famiglie a lasciare casa
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In Venezuela, dopo il devastante terremoto, 33 persone sono state estratte vive dalle macerie durante il fine settimana, inclusi due ragazzini di 11 anni. Lo ha annunciato la presidente ad interim Delcy Rodríguez. A Macuto, nello Stato di La Guaira, i vigili del fuoco italiani hanno individuato una donna intrappolata con i figli sotto le macerie: da stanotte i soccorritori sono al lavoro per salvarla. Ma con decine di migliaia di persone ancora disperse, le speranze di trovare altri sopravvissuti si affievoliscono di ora in ora, perché le prime 48-72 ore successive a un disastro sono cruciali per ritrovare i sopravvissuti. Intanto, dopo le ultime forti piogge e le esondazioni di fiumi e torrenti nello stato di Portoghese, 100 famiglie sono state costrette a lasciare le loro case sommerse dall’acqua.

Alla giornata di domenica, almeno 1.450 persone risultano ufficialmente morte per la “catastrofe naturale più brutale” nella storia del Paese, ha commentato la leader. Le scosse di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 di mercoledì si sono verificate a distanza di 39 secondi l’una dall’altra, provocando il crollo di 770 edifici: una cifra pari al doppio di quella stimata venerdì. Rodriguez, ha annunciato l’istituzione di una commissione speciale per valutare i danni ai palazzi e il possibile ritorno a casa, in sicurezza, dei venezuelani che ora dormono per strada. Ma la terra continua a tremare in Venezuela: domenica mattina si sono registrate due scosse di magnitudo 4.2 e 4.5. Intanto, migliaia di persone restano intrappolate nei detriti.

Migliaia di persone sotto le macerie: Vigili del fuoco italiani al lavoro per estrarre dai detriti donna con i figli

I familiari dei dispersi si trovano ad affrontare una quinta notte in attesa di notizie dei loro cari. “Oggi abbiamo recuperato persone ancora in vita”, ha dichiarato la presidente, “non perdiamo mai la speranza”. Famiglie disperate hanno scavato tra le macerie, alcune a mano, nel tentativo di ritrovare i propri cari. Alcuni hanno riferito di sentire delle persone sotto le macerie, ma di non riuscire a spostare le pesanti lastre di cemento e di attendere con ansia l’arrivo dei mezzi pesanti.

A Macuto, da oltre otto ore (e quando in Venezuela è piena notte) i soccorritori stanno rimovendo le macerie nel tentativo di raggiungere la donna con i suoi due figli, che continua a rispondere ai segnali inviati dai vigili del fuoco attraverso il geofono. All’esterno sono presenti anche i familiari della donna, che è riuscita a mettere i moto le operazioni di salvataggio grazie a un messaggio WhatsApp inviato proprio a una sua cugina. “Il fatto che risponda ai nostri segnali dopo tutte queste ore è sicuramente positivo – spiega il portavoce dei vigili del fuoco italiani, Luca Cari -. Questo ci fa pensare che la direzione che abbiamo preso sia quella giusta. Ora bisogna andare ancora più in profondità nel tentativo di raggiungere la posizione della donna”. Al momento, però, non si hanno informazioni sui due bambini che sarebbero presenti all’interno dell’edificio. Secondo quanto riferito dalla donna stessa nel messaggio WhatsApp i piccoli sarebbero con lei e in buone condizioni di salute. Insieme ai vigili del fuoco italiani, sono al lavoro i pompieri dell’Equador e dei Paesi Bassi.

Piogge ed esondazioni, 100 famiglie lasciano casa sommersa dall’acqua

IL terremoto non è l’unica sciagura. Alcuni fiumi e torrenti sono esondati nello stato di Portoghese, a circa 500 chilometri a sud ovest di Caracas, per le forti piogge delle ultime ore. Secondo la stampa locale al momento l’inondazione non ha provocato vittime, ma gravissimi danni alle vie di comunicazione soprattutto nel comune di Unda, dove oltre 100 famiglie sono state costrette a lasciare le loro case sommerse dall’acqua. Questa emergenza si verifica a meno di due mesi da un’altra tempesta che ha causato un morto e danni nella stessa area.

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