Ljuba Rizzoli ha 94 anni e una certezza: “Non si può finire la vita da soli“. Al Corriere della Sera la scrittrice dice che “c’è un signore angloamericano” che la corteggia e, a proposito d’amore, parla della recente perdita del suo ultimo compagno, Rolland Courbis, ex calciatore e allenatore, poi commentatore sportivo: “È mancato in poche ore. Stava bene, era un tipo alla José Mourinho. Doveva raggiungermi a Montecarlo il giorno dopo, invece mi chiama per dire che aveva un po’ di febbre e che voleva andare all’ospedale per farsi vedere”. Accanto allo sportivo nelle ultime ore di vita c’era la figlia di lui, Olivia, della quale Rizzoli ha scoperto l’esistenza quando le ha risposto al telefono. Una scoperta che non l’ha fatta arrabbiare né messa a disagio: “Lui poteva fare quello che voleva, a me bastava non sapere e non vedere nulla. Non mi ha fatto mai mancare le sue attenzioni, mi chiamava 20 volte al giorno”. E quel giorno, Rizzoli gli ha parlato: “(Olivia, ndr) ha avvicinato il cellulare all’orecchio del padre per permettermi di salutarlo. Gli ho parlato per ore, fino all’ultimo respiro, il mattino dopo alle cinque e 5 minuti”.
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“Come passo le giornate a 94 anni? Mi sveglio alle 14 e faccio colazione con un’insalata di tacchino. Il futuro? Non si può finire la vita soli, ho un corteggiatore”: Ljuba Rizzoli si racconta
La scrittrice, 94 anni, ripercorre la storia d'amore con l'ex allenatore Rolland Courbis, scomparso improvvisamente, e racconta i grandi incontri della sua vita, da Orson Welles a un rapimento che rischiò di costarle la vita