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Cronaca

Ultimo aggiornamento: 19:01

Incidente a Ceriale, l’appello della mamma di Sofia Barberi alle istituzioni: “Servono norme contro chi usa i social per deridere una tragedia”

"Nessuna madre dovrebbe mai accompagnare una figlia al cimitero il giorno prima del suo compleanno": nella clip Barbara de Stefano ricorda la figlia morta e si rivolge allo Stato italiano
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Un lungo e toccante video per chiedere allo Stato italiano di dare un “segnale forte” contro chi usa i social per “umiliare una vittima, deridere una tragedia, calpestare il dolore di una famiglia”. La mamma di Sofia Barberi, la giovane morta in un incidente a Ceriale pochi giorni prima di compiere 23 anni, ha voluto condividere un messaggio sui propri canali social, ricordando la figlia e lanciando un appello alle istituzioni.

“Ieri mia figlia ha compiuto 23 anni invece ho dovuto seppellirla, credo che non esista un dolore più grande – esordisce Barbara de Stefano – Nessuna madre dovrebbe mai accompagnare una figlia al cimitero il giorno prima del suo compleanno”.

“Mi auguro che il responsabile di quel video torni in Italia e affronti le proprie responsabilità davanti alla giustizia perché ciò che è accaduto non può rimanere senza una risposta – sottolinea la mamma -. Se permettiamo che tutto questo passi come se fosse normale allora domani potrebbe accadere ancora e avremmo fallito tutti, come Stato, come istituzioni, come società e come genitori”.

Mentre Sofia “era sospesa tra la vita e la morte”, prosegue de Stefano, “qualcuno non ha visto una ragazza che stava lottando per vivere, ha visto un’occasione” e così ha preso un telefono e ha registrato frasi “offensive e disumano”. “Come può un essere umano davanti a una tragedia scegliere di filmare invece di rispettare, deridere invece di fermarsi, cercare visibilità invece di mostrare umanità”, si chiede ancora la mamma che sottolinea come, in quel momento, è stata “calpestata la dignità della vita umana”.

L’appello quindi è tutto per le istituzioni e per chi ha il compito di fare le leggi. “Abbiate il coraggio di dare un segnale forte, servono norme efficaci contro chi usa i social per umiliare una vittima, per deridere una tragedia, per calpestare il dolore di una famiglia”

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