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“Forse Emanuela Orlandi è stata rapita al posto nostro: anche noi siamo state pedinate fuori dal Vaticano”: le figlie dello storico maggiordomo dei Papi Gugel convocate dalla commissione d’inchiesta

Le sorelle Raffaella e Flaviana Gugel verranno presto ascoltate dalla commissione di inchiesta che indaga sul mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori: a darne la notizia è il Corriere della Sera

di Redazione FqMagazine
“Forse Emanuela Orlandi è stata rapita al posto nostro: anche noi siamo state pedinate fuori dal Vaticano”: le figlie dello storico maggiordomo dei Papi Gugel convocate dalla commissione d’inchiesta

Le sorelle Raffaella e Flaviana Gugel verranno presto ascoltate dalla commissione di inchiesta che indaga sul mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori: a darne la notizia è il Corriere della Sera. Il calendario di lavori della commissione era stato interrotto per la pausa estiva ma sembra che ci sia stato un cambio di programma.

Chi sono i Gugel

“Le figlie dello storico maggiordomo dei Papi saranno sentite nei prossimi giorni a Palazzo San Macuto, in base al calendario aggiornato” (fonte: il Corriere). Chi sono le sorelle Gugel e perché potrebbero essere delle testimoni importanti per la commissione Orlandi-Gregori? Raffaella e Flaviana sono le figlie di Angelo Gugel, lo storico maggiordomo dei papi, morto nel gennaio 2026. Gugel era dunque un collega di Ercole, il padre della cittadina vaticana Emanuela Orlandi. I Gugel erano tra i pochi nuclei familiari, proprio come gli Orlandi, a vivere all’interno delle mura papali perché cittadini del Vaticano. Il padre di quelle ragazze oggi donne, (coetanee di Emanuela) ha servito nella sua vita ben tre pontefici: Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Quel 13 maggio del 1981 fu lui a soccorrere e sorreggere Karol Wojtyła, quando il terrorista turco Alì Agca provò a uccidere il papa polacco con tre colpi di pistola. “L’audizione di Raffaella Gugel è prevista per il 2 luglio. mentre il 9 sarà la volta della sorella Flaviana, giorno in cui si terrà anche un’audizione molto attesa, quella della ex compagna di Marco Accetti, il reo confesso di recente indagato per duplice sequestro di persona” (fonte: Il Corriere).

I pedinamenti in Vaticano nel 1983

La testimonianza delle sorelle Gugel chiarirà un tassello importante su quanto accadde nel 1983, proprio nei mesi precedenti al prelevamento di Emanuela Orlandi. Un elemento che, se confermato dalle Gugel, proverebbe che la 15enne fu rapita a fini politici e in maniera del tutto premeditata, proprio perché cittadina vaticana. Nel 1984, nel corso della prima inchiesta sul caso Orlandi, sia Raffaella che Flaviana, dichiararono a verbale che prima di quel 22 giugno del 1983 (giorno in cui è scomparsa Emanuela) furono a lungo pedinate da un giovane, forse straniero. Scrive il giornalista Fabrizio Peronaci sul Corriere: “Secondo la ricostruzione, Angelo Gugel era intervenuto ai piani alti del Vaticano, ottenendo un servizio di vigilanza sulle figlie da parte, e così i rapitori ripiegarono sulla figlia del messo pontificio Ercole Orlandi”. “C’era stato un segnale premonitore, rappresentato dall’alert diramato già nel 1981-82 dai servizi segreti francesi su un imminente rapimento di cittadini vaticani per ottenere la liberazione di Ali Agca (il terrorista turco condannato all’ergastolo per l’attentato al papa polacco). In questo contesto erano iniziate a correre voci sul pedinamento sia delle figlie di Angelo Gugel, sia di moglie e figlia di Camillo Cibin, il capo della Gendarmeria vaticana”. (fonte: Il Corriere)

I testimoni nei verbali del 1984

L’antefatto sullo stato di pericolo che incombeva sui familiari dei dipendenti del Vaticano non è una novità ma è testimoniato anche nei verbali dell’epoca. Alle 9, 20 dell’11 luglio 1984, il padre di Emanuela Ercole Orlandi dichiarò ai carabinieri del Reparto operativo di Roma: “Verso agosto-settembre 1982 ho saputo da mia figlia Natalina (la primogenita dei fratelli Orlandi, ndr) che una ragazza a nome Raffaella Gugel era impaurita, si sentiva pedinata […] Molto spesso trovava una persona di circa 35 anni pronta a seguirla, a volte sull’autobus, a volte davanti alla scuola…”. Raffaella abitava nello stesso palazzo degli Orlandi e chi la pedinò con intenti malevoli doveva aver preso di mira anche la Orlandi. Con ogni probabilità, queste persone erano ben informate anche sui movimenti di Emanuela e delle sue sorelle. Ma quella di Ercole Orlandi non è l’unica testimonianza agli atti in merito: un gendarme agli ordini del comandante Cibin, Giusto Antonazzi, “aveva riferito ai carabinieri che il suo capo aveva espresso preoccupazione nei riguardi di moglie e figlia, motivata dal fatto che i due familiari erano stato probabilmente pedinati”. (fonte: Il Corriere).

Le parole di Raffella

“Agli atti c’è anche la testimonianza diretta di Raffaella Gugel, sulla quale verosimilmente si incentrerà l’audizione del 2 luglio” (fonte: il Corriere). All’epoca Raffaella era solo una ragazzina, proprio come Emanuela. Quando venne interrogata dalle autorità il 24 luglio 1984, confermò tutto: “Alcuni giorni dopo l’attentato al Papa, mio padre mi disse di stare attenta perché nella Città del Vaticano erano circolate voci di un rapimento, in cambio del terrorista Alì Agca […] In quel periodo io andavo a scuola in corso Vittorio, istituto Gioberti. Alle 8,15 prendevo l’autobus 64 dal capolinea quasi di fronte all’ingresso di Sant’Anna e alla fermata successiva saliva un uomo sui 28-30 anni, con giacca e pantaloni sportivi, che prendeva posto a sedere e mi osservava ripetutamente. Questo si verificava per tre giorni di fila, poi vi era una sosta di un giorno. Durò due o tre settimane. Era alto metri 1.80, corporatura snella, carnagione scura, tipo nazionalità turca, capelli scuri ricci, occhi scuri…” (fonte: il Corriere).

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