Non solo “Via de’ Matti numero 0” con Stefano Bollani e Valentina Cenni. Tra i programmi destinati a uscire dai palinsesti Rai c’è anche “Riserva Indiana“, il programma musicale di Rai3 condotto dallo scrittore e drammaturgo Stefano Massini. È stato lo stesso autore della Lehman Trilogy ad annunciare la chiusura con un lungo post pubblicato sui social. “Cari amici, come scrivono oggi i giornali, la nostra ‘Riserva Indiana’ chiude. Anzi no, per l’esattezza viene chiusa. Dopo oltre 70 puntate in cui abbiamo ospitato quello che si muove di più interessante e diverso nella scena musicale italiana, la Rai ha deciso di azzerare il programma senza neanche avermi mai voluto incontrare. Silenzio totale, e vattene via”.
Massini non nasconde l’amarezza per la decisione: “Sì, tanta. Soprattutto quando mi viene riferito di telefonate incredibili del tono: ‘Non vogliamo più Massini in nessuno spazio Rai’. Quella Rai di cui anche io pago il canone in nome di un servizio pubblico che dovrebbe essere di ognuno”.
Per spiegare cosa abbia rappresentato “Riserva Indiana” in appena un anno e mezzo e quattro edizioni, il conduttore sceglie di ricordare i tantissimi artisti passati dal programma. Da Gianni Morandi a Roberto Vecchioni, passando per Fiorella Mannoia, Lucio Corsi, Diodato, Samuele Bersani, Vinicio Capossela, Fabri Fibra, Marco Masini, Brunori Sas, Simone Cristicchi, Joan Thiele, Francesca Michielin, Achille Lauro, Ermal Meta, Levante, Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Margherita Vicario, Alfa, Alex Britti e decine di altri protagonisti della musica italiana.
Una lista con cui Massini rivendica il valore del progetto e la sua capacità di dare spazio ad artisti appartenenti a generi molto diversi. “Questo è quello che è stata ‘Riserva Indiana’ in un anno e mezzo e quattro edizioni. Tantissimi altri grandi – e i non ancora grandi – erano pronti a entrare nella lista. Ma si sa: la politica decide tutto, in televisione. E per le riserve indiane, in tutti i sensi, non c’è posto”.