Cinema

Quando il cinema osò immaginare donne libere: Comencini e Paula Delsol raccontano il 1964 che cambiò tutto

Al Cinema Ritrovato di Bologna riaffiorano, grazie a due preziosi restauri, La Dérive di Paula Delsol e La bugiarda di Luigi Comencini: due film che, tra Nouvelle Vague e commedia all’italiana, raccontarono con sorprendente anticipo donne determinate a ridefinire il proprio posto nell’amore, nella famiglia e nella società

di Davide Turrini
Quando il cinema osò immaginare donne libere: Comencini e Paula Delsol raccontano il 1964 che cambiò tutto

Quando le donne misero in discussione il loro ruolo nella coppia, nella famiglia e nella società. L’anno è il 1964 e il discorso lo fece il cinema. Gustoso riscoprire pressoché contemporaneamente al Cinema Ritrovato di Bologna sia La Dérive di Paula Delsol che La bugiarda di Luigi Comencini. Il primo è una folgorante opera prima in odor di Nouvelle Vague, pressoché invisibile perfino in Francia, con protagonista una ragazza disinibita, sessualmente libera ma dipendente dall’affetto e dall’attenzione degli uomini. Il secondo è una sorta di finissima e provocatoria commedia con protagonista una donna libera e indipendente che triangola con due (tre) uomini, a loro insaputa, facendo ironicamente a pezzi l’orgoglio del maschio.

Curioso che in fondo lo stesso tema prevalga con prepotenza nell’alveo di forme e codici riconoscibili e in voga all’inizio di quel decennio: La Dérive nello stile rivoluzionario, spezzettato, intimo e doloroso tra Godard e Truffaut appena affermati; La bugiarda dentro fino al collo agli stilemi, comunque mai sbracati, della commedia all’italiana socialmente graffiante oltre la comicità popolare dei Cinquanta.

E si fa fatica a leggere le critiche tiepidine, o addirittura vere e proprie stroncature, che la critica cinefila dell’epoca riservò a La bugiarda. Diretto da Luigi Comencini e tratto da un testo teatrale di Diego Fabbri (un drammaturgo cattolicamente sui generis), il film è ambientato in una Roma natalizia, papalina e un po’ grigia. Maria (Catherine Spaak, 19 anni all’epoca) finge di fare la hostess per potersi dedicare, un giorno a testa, ai suoi due (tre) amori: il maturo nobile, cameriere del Papa, Adriano (Enrico Maria Salerno); il borghese dentista Arturo (Marc Michel); ma anche un giovanissimo vicino di casa.

Maria lo spiega al prete esterrefatto dentro al confessionale: “Voglio bene a tutti”. È il suo modo di gestire la propria libertà sessuale in un contesto quasi surreale. A partire da tutta la farsa che inscena abilmente, carpendo l’identità della coinquilina realmente hostess, tra finti voli intercontinentali, fughe all’aeroporto, regalini esotici agli amanti, fino a quando, scoperta, tenterà prima il suicidio e poi un bizzarro ménage à trois.

Svuotata di qualsivoglia senso di colpa interiore e della colpevolizzazione di una certa frivolezza femminile, La bugiarda ha il merito di dimostrare un’emancipazione sessuale lucente in un contesto cattolico bigotto e nelle pieghe delle chilometriche famiglie borghesi, finendo per diventare antesignana di tante future commedie sexy con amanti sotto al letto, nonché, almeno nella prima parte, matrice per il personaggio di DiCaprio in Prova a prendermi.

Il film della Delsol è invece ambientato in un caldissimo, aspro Sud della Francia, tra le assolate e aride pianure della Camargue. Un cinema “dans la rue”, ma lontano da Parigi fin dai primi fotogrammi, quando Jacquie (Jacqueline Vandal) vaga tra i tavolini di un bar con l’amato strimpellatore di chitarra Pierre.

Vagabonda ed errante, affascinante ma con una punta di malinconia nello sguardo, la Jacquie della Delsol è una figura meno luminosa della Maria di Comencini, ma di un’intensità romantico-drammatica quintupla. Letteralmente appellata come una “sgualdrina” dalle comari di paese, la protagonista di La Dérive è semplicemente libera dalle convenzioni dell’amore e del sesso, ma, per una malvagia legge del contrappasso, passando da un uomo all’altro, spesso incontrati per strada, tra un passaggio in auto e vecchie fiamme, giovani e meno giovani, tra un pescatore e un ricco signore, viene da alcuni di loro scaricata.

Jacquie non comanda del tutto il gioco, si ribella al ritmo del mondo, ma attorno a lei il mondo continua a girare come prima. In questo sta tutta la tragicità di una figura dall’ostinata emancipazione che richiama molto l’Antoine Doinel di Truffaut, anche per quella carrellata sulla spiaggia finale che sa tanto di I 400 colpi.

Vietato ai minori di 18 anni all’epoca, eminentemente per il comportamento allusivo della protagonista e non per quello che si vede realmente davanti alla macchina da presa, La Dérive venne girato da una delle pochissime donne del cinema francese della Nouvelle Vague (tra queste, la Varda). Paula Delsol venne però presto dimenticata, fino a questo restauro della Cinémathèque française nel 2026 in 4K.

Anche La bugiarda è stato restaurato dal laboratorio dell’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna in 4K.

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