Se dico Enrico Rava, Anna Tifu, Federica Michisanti, Justin Adams, Fausto Beccalossi, Jim Black, dico musica. Se dico Eros Ramazzotti, Jovanotti, Elisa, Ornella Vanoni, Francesco De Gregori, Vinicio Capossela, ridico musica. Mondi musicali diversi ma non così lontani. E infatti li abbiamo visti passare da Via de’ Matti numero 0, il programma condotto da Stefano Bollani e Valentina Cenni su RaiTre e che, dopo cinque stagioni, non verrà riproposto.
Via de’ Matti numero 0 è stato un programma raro, quasi anomalo per una rete che, da qualche tempo, sembra volersi dedicare sempre meno alla cultura. Sussurrato anche quando ‘si suona forte’, quello di Bollani e Cenni era un salotto dove si incontravano idee e suoni giusti per un jazz club o per una veranda fortunata, di quelle vissute tra amici e gente di passaggio che, semplicemente, aveva qualcosa da dire, o da suonare. La linea editoriale della terza rete Rai, a quanto pare, chiede altro: volumi più alti, parole che si accavallano e un certo tipo di attitudine frenetica che non lascia spazio all’attenzione e finisce per trasformarsi in un sottofondo, da consumare mentre si fa altro. E allora tocca dire addio a questa boccata d’aria in mezzo alla melma di opinioni divisive che paiono guidare ogni copione.
Non serve aggiungere molto, guardatevi le puntate in replica che RaiTre manda ora per alleggerirci l’estate. Serve semmai domandarsi quale sia l’alternativa che la Rai ha pronta in saccoccia per sostituire questo gioiellino. Un riempitivo a casaccio pur di piazzare un nome “amico” di chi decide? Un programma che provi a essere all’altezza di questo? L’andazzo, dalle parti di viale Mazzini, pare sia proprio quello di fregarsene se l’idea sia buona, la qualità alta, la conduzione appropriata: basta un poco di amicizia e la pillola va giù.
Diciamo ciao a ‘Via de’ Matti numero 0‘. E forse, di questo passo, matti diventeremo noi: col telecomando in mano a cercare un po’ di qualità, in una televisione sempre più priva di pause e piena zeppa di dimenticabilissimi momenti.