“Considero inaccettabili le parole che ha usato Donald Trump e non accetto che lui possa decidere di giudicare il mondo intero. Ma non si può far finta di non sapere che il governo Meloni è stato, ed è parte, finché non cambia, di quel progetto politico e di quella ridefinizione dei rapporti geopolitici”. A rivendicarlo Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, a margine dell’evento ‘Legalità e appalti‘, in merito allo scontro tra il presidente degli Stati Uniti e la premier italiana.
“Io credo che stia emergendo con forza come in questo momento Trump rappresenti un’idea di capitalismo che è incompatibile con la democrazia, secondo cui tutto si può comprare e vendere, che non ci devono essere regole, nessun luogo internazionale che possa stabilire regole comuni. Al punto che sta esportando la guerra risdoganandola come strumento di rapporti tra le nazioni. E questo sta determinando nel mondo che l’unica spesa che sta aumentando nel mondo è quella per le armi”, ha continuato Landini. Ricordando però, al di là delle recenti tensioni, come la premier, il suo “governo e le forze politiche che lo sostengono in questi anni hanno sempre indicato quello che rappresentava Trump e il suo modello sociale ed economico come quello che andava portato in Italia e in Europa. I risultati che stiamo vedendo sono questi. Le politiche di Trump vanno contrastate perché fanno male alla democrazia”.