Cinema

“Sul set stavo annegando davvero, mica fingevo. Ho dovuto assaggiare una tarantola gigante in mezzo ai coccodrilli”: parla Agostina Belli

L'icona del cinema anni '70 si racconta al "Corriere". Dal vero annegamento sul set alle sfuriate di Kirk Douglas, fino al trauma irrisolto della morte della madre e le indagini private finite nel mirino di chi voleva farla tacere

di Redazione FqMagazine
“Sul set stavo annegando davvero, mica fingevo. Ho dovuto assaggiare una tarantola gigante in mezzo ai coccodrilli”: parla Agostina Belli

In procinto di ricevere il premio alla carriera al Filming Italy Sardegna Festival, Agostina Belli ripercorre la sua vita professionale e privata in una lunga intervista al Corriere della Sera. L’attrice, simbolo del cinema italiano degli anni Settanta con all’attivo 72 opere e quattro Golden Globe, ha svelato i retroscena più crudi e inaspettati della sua carriera, tra incidenti quasi mortali, incontri con i giganti di Hollywood e drammi familiari mai risolti.

Il quasi annegamento e il “bullismo” dell’industria

La memoria dei grandi successi di botteghino si scontra con i pericoli reali vissuti durante le riprese. Riguardo a Sepolta viva, Belli svela un retroscena drammatico: “Stavo annegando veramente. Eccome. Rimproverai Enrico Lucherini, il press agent, che ne approfittò per far pubblicità al film. Mica fingevo”. A salvarla fu il compagno di allora, l’attore norvegese Fred Robsahm: “Aveva gli occhi sbarrati e si buttò nella torre che si stava allagando dove io ero prigioniera”.

I rapporti con i giganti del cinema mondiale furono altrettanto complessi. Su Liz Taylor il ricordo è netto: “Mi scaraventò giù dalla roulotte camerino del marito Richard Burton immaginandosi chissà cosa, stavamo ripassando il copione“. Stesso approccio ruvido con Kirk Douglas, che “mi fece una scenata perché non sapevo l’inglese”, e con Dino Risi, che “in Profumo di donna voleva una napoletana formosa e non me”. Diverso il legame con Marcello Mastroianni, descritto come “un galantuomo: mi guardava incredulo perché sul set mi presentavo con la mia Yamaha SXL 650 di cilindrata e non si fidava che guidassi io la Lambretta”.

Le sceneggiature imponevano prove fisiche estreme, che Belli affrontava frontalmente, imponendo però limiti invalicabili: “Non indietreggiavo mai davanti ai rischi. Presi una sciabolata in La guérilléra, e in Manaos, girato nella giungla, dovetti assaggiare una tarantola gigante col povero Fabio Testi in mezzo ai coccodrilli. Era scritto nel copione. Però non c’era scritto che dovevo essere nuda tra gli indigeni che mi violentavano. Mi rifiutai”. Smentita, infine, la storica rivalità con Laura Antonelli: “Fu inventata. Noi due ce ne fregavamo, era tutta pubblicità”.

L’ira di Liz Taylor e i giganti del cinema

Nonostante 72 opere all’attivo e quattro Golden Globe (“che considero come l’Oscar”), Belli analizza lucidamente il suo rapporto conflittuale con l’industria cinematografica italiana, che non le ha mai assegnato un David di Donatello: “Mi sono sentita messa da parte in Italia? Un po’ sì, e una risposta non ce l’ho. Forse perché venivo dal niente, senza una scuola di recitazione alle spalle, o forse per certi brutti momenti vissuti con colleghi uomini“. Una dinamica che l’attrice inquadra con precisione: “Non c’entra il sesso, anche perché sapevano che ero innamorata di Fred, era proprio mancanza di rispetto, mentalità, quel tipo di bullismo dell’epoca”.

Rifiuti sul set, finte rivalità e il dramma della madre

Il passaggio più drammatico dell’intervista al Corriere riguarda l’assassinio della madre, avvenuto nel 1970. Una ferita aperta segnata dall’omertà e dalle intimidazioni. “Siccome le indagini non portarono a nulla, lavorai per pagare due investigatori”, rivela Belli. La reazione esterna fu violenta: “Fui minacciata al telefono, avvelenarono il mio amato cane. Volevo solo scoprire la verità. I carabinieri mi consigliarono di lasciar stare”.

Oggi l’attrice vive in campagna, lontana dai riflettori. “So guidare il trattore e sono un’amazzone“, racconta. Le sue giornate trascorrono “studiando fisica quantistica o le filosofie orientali, vedendo documentari e film di fantascienza”. Sposata da 40 anni con un palombaro d’alta profondità (“Siamo sereni e ci vogliamo bene”), liquida l’invecchiamento con estremo pragmatismo: “La vecchiaia è una fregatura, ho delle patologie ma ne vengo sempre fuori”.

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