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Rinviata a giudizio la moglie del premier spagnolo Pedro Sanchez, Begoña Gómez: obbligo di firma e passaporto ritirato. Fonti governative: “Assurdo”

La compagna del premier spagnolo è accusata di corruzione, traffico di influenze e appropriazione indebita nell'ambito di un'inchiesta nata da un esposto del sindacato di estrema destra, Manos Limpias
Rinviata a giudizio la moglie del premier spagnolo Pedro Sanchez, Begoña Gómez: obbligo di firma e passaporto ritirato. Fonti governative: “Assurdo”
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Il giudice istruttore di Madrid, Juan Carlo Peinado, ha rinviato a giudizio Begoña Gómez, la moglie del premier Pedro Sanchez, e ha fissato una serie di misure cautelari riscontrando il rischio di fuga, fra cui il ritiro del passaporto, il divieto di lasciare il territorio nazionale e l’obbligo di presentarsi in tribunale per la firma due volte al mese. Lo scrivono diverso giornali iberici, fra cui l’agenzia Efe e il Pais. Una misura, si legge sul Pais, “senza precedenti nella storia della democrazia spagnola”.

Secondo Peinado ci sono “ragionevoli motivi per sospettare un atto criminale” da parte della first lady, oltre che il rischio di un tentativo di “sfuggire alla giustizia“. Il giudice arriva ad affermare che gli agenti di polizia che scortano e sorvegliano la sicurezza di Gomez potrebbero aiutarla a fuggire.
“Non c’è dubbio che questi agenti, di propria iniziativa o su ordine dei superiori, potrebbero essere proprio coloro che collaborano all’azione o alle azioni per facilitarne” la fuga, ha detto il magistrato.

La richiesta di rinvio a giudizio risale ad aprile, quando Peinado aveva chiuso l’istruttoria e chiesto il processo con le accuse di traffico di influenze, corruzione negli affari, malversazione e appropriazione indebita. Nell’ordinanza, il magistrato sosteneva di aver riscontrato elementi sufficienti, sottolineando l’eccezionalità dl caso e paragonando la condotta della first lady a quella dei “regimi assolutisti”. Gli stessi presunti reati sono contestati alla sua assistente alla Moncloa, Cristina Alvarez, mentre all’ imprenditore Juan Carlos Barrabé Alvarez è accusato di due reati, ovvero traffico d’influenze e corruzione.

Il caso era scoppiato nel 2024 quando la procura spagnola aveva aperto un’indagine sulla consorte del premier Sanchez, per stabilire se i presunti rapporti con alcune imprese private destinatarie di appalti e fondi pubblici costituissero un abuso di informazioni privilegiate o addirittura un atto di corruzione. L’inchiesta era nata da un esposto presentato dal sindacato di estrema destra Manos Limpias.

La segretaria del Partito socialista spagnolo, Rebeca Torro, ha definito la decisione del giudice “eccessiva e sproporzionata“all’altezza di un procedimento di carattere politico e scandaloso contro una persona innocente”. Begoña Gómez avrebbe saputo del rinvio a giudizio mentre si trovava al Palazzo della Moncloa.”Si constata la persecuzione, l’ossessione e la sproporzione di un giudice che ha realizzato un’istruzione che manca di qualsiasi senso giuridico e che solo risponde a motivi politici”, segnalano le fonti governative. Le stesse fonti avevano bollato come “assurda” la richiesta di misure cautelari formulata dalle accuse popolari, che a loro dire non risponde a diritto, non è proporzionata ai reati contestati e “si adotta per altri motivi”, perché la fuga di Begogna Gomez “è impensabile“. Anche perché la consorte del presidente del governo ha una scorta di tre agenti di polizia nazionale, che la accompagna in ogni spostamento.

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