Cinema

Il Cinema Ritrovato di Bologna compie 40 anni: Wenders, Rossellini e Desplechin a festeggiare. Chaplin, Welles, Murnau in Piazza Maggiore per battere nuovi record

La cronistoria di quattro decenni di appassionata cinefilia del festival che dal 20 al 28 giugno 2026 mostrerà oltre 500 film restaurati, da quelli muti o ai più recenti cult anni ottanta e novanta

di Davide Turrini
Il Cinema Ritrovato di Bologna compie 40 anni: Wenders, Rossellini e Desplechin a festeggiare. Chaplin, Welles, Murnau in Piazza Maggiore per battere nuovi record

Al Cinema Ritrovato di Bologna bisogna fare gli auguri. Tra poche ore, il 20 giugno 2026, compie 40 anni. Nanni Moretti, quando ancora masticava cinema, nei primi anni novanta giocava con questa soglia anagrafica bullandosi con una vena di esasperata disperazione di aver “gridato cose giuste” ed essere uno “splendido 40enne”. E al Cinema Ritrovato potrebbero ripetere la sequenza di Caro diario senza far torto a nessuno. Nati recuperando negativi del cinema muto quando ancora la pellicola era presente e futuro del cinema, cresciuti tra impellenti e urgenti restauri in digitale fonte di estenuanti dibattiti filologici perfino con Quentin Tarantino (i film di Sergio Leone), affermati oggi con la proiezione di 540 titoli in nove giorni (20/28 giugno) di festival come se l’esigenza di correre dietro al “cinema di 100 anni fa” fosse quella che molti giornali hanno definito di recente una “febbre”.

In realtà tra i 5mila accreditati (il Festival di Venezia ne fa 14mila ndr) solo circa 1900 di loro, quando tutte le sette sale chiuse fanno contemporaneamente sold out (cioè mai ndr), si abbuffano con un programma oggettivamente pantagruelico che va da un corto degli anni dieci a una copia di Edward mani di forbice. Insomma una cifra ingente composta da appassionati e affezionati cinefili come chi scrive che nei primi anni duemila al cinema Fulgor vide assieme ad altre 150 persone una versione di quattro ore di La Roue di Abel Gance che rimane esperienza memorabile. Cifre che comunque nemmeno si avvicinano alle “140mila presenze per 15 milioni di euro di indotto per Bologna” sbandierate di recente sulla rubrica di un celebre quotidiano.

Ad essere più realisti del re non si fa un buon servizio prima di tutto al Cinema Ritrovato. Kermesse che invece rimane modello di festival dall’offerta sui generis che ha saputo collocarsi finanziariamente con abilità tra i suoi concorrenti contemporanei grazie a contributi pubblici nazionali e regionali, nonché al supporto pressoché totale del Comune quando la Cineteca di Bologna è diventata Fondazione nel 2013. Se dal 1987 (nell’86 il Ritrovato fu solo “convegno”) le proiezioni serali erano nel circoscritto cortile comunale di Palazzo D’Accursio (a metà anni novanta vedemmo un Io la conoscevo bene di Paolo Pietrangeli spaccandoci il collo assieme ad un’altra settantina di spettatori), è la trovata della proiezione serale in Piazza Maggiore, duemila e rotte seggioline di plastica, principio del moltiplicare esponenziale di pani e pesci dove i 5mila accreditati finalmente possono ritrovarsi tutti e a loro aggiungersi qualche migliaio di cittadini bolognesi, a creare la svolta.

È lì che il “miracolo” si compie: per qualche sera il cinema muto (quest’anno c’è Aurora di Murnau) diventa “popolare” quanto Lo straniero di Orson Welles, La fiamma del peccato di Billy Wilder e New York New York di Scorsese (con sponsorizzazione MIAMO). E sempre nei prossimi otto giorni sbucheranno in piazza nuovamente Vita da cani e Charlot soldato di Charlie Chaplin. Icona intramontabile della storia del cinema, ma anche amuleto portafortuna perché con la nascita dell’Archivio Chaplin nei primi anni duemila, e il lungo elenco degli eredi del “vagabondo” che scelgono Bologna per depositare frammenti, tracce e negativi delle paterne arti, Cinema Ritrovato, Cineteca di Bologna e laboratorio dell’Immagine Ritrovata fanno letteralmente bingo e si ritrovano realmente con gli occhi puntati di mezzo mondo.

Se lo ricorda bene Gianluca Farinelli, fondatore con Nicola Mazzanti del Ritrovato quarant’anni fa, oggi parte di un quadrumviro in dirigenza, ma vero ed intramontabile imperatore della piazza, mentre dirige sempre con un pizzico di emozione (e fiatone) il traffico tra sale, gelati e dibattiti ogni giorno che nemmeno Il Vigile di Alberto Sordi. Tra gli ospiti dell’edizione 2026 ci saranno, tra gli altri, Wim Wenders, Irene Jacob, Isabella Rossellini, Arnaud Desplechin, Lav Diaz. Mentre tra le venti sezioni in programma ci sono gli omaggi a Josephine Baker, Barbara Stanwyck, Luchino Visconti; e per la cinefilia dura e pura Juan Antonio Bardem, Daisuke Ito e Mitchell Leisen.

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