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“Raffaella Carrà era scaramantica da morire, aveva messo il sale su tutti gli stipiti delle porte. Si arrabbiava perché in televisione si prova poco”: parla Noemi

La cantante ha ricordato la sua esperienza come coach a "The Voice Of Italy"

di Redazione FqMagazine
“Raffaella Carrà era scaramantica da morire, aveva messo il sale su tutti gli stipiti delle porte. Si arrabbiava perché in televisione si prova poco”: parla Noemi

Dopo “Non sono io”, “Oh ma!” con Rocco Hunt, “Bianca”, Noemi ha lanciato il nuovo singolo “Tu cosa fai questa sera”, la personale colonna sonora dell’estate, scritta dall’artista con Paolo Antonacci e prodotta da Vito Salamanca.

“Io sono nata vecchia. – ha confessato a Vanity Fair – Sono entrata nella vita lenta, mentre tutti gli altri già sapevano cosa fare, già avevano provato trecentomila cose. Stavo nella mia cameretta a disegnare. Ero una nerd dei fumetti, dei manga, sempre per conto mio. La gente pensava che fossi stranina, e forse aveva pure ragione. Sono una persona timida, di fondo, e per anni non ho trovato il mio posto nel mondo. Me l’ha dato la musica. Però ho rischiato di non farcela proprio per la timidezza”

Poi ha ricordato la sua esperienza a “The Voice of Italy” dal 2013 al 2015 con Raffaella Carrà: “Mi chiamava Veronica. L’aveva deciso subito, appena aveva capito che avevo un nome d’arte, mi diceva ‘io ti chiamo Veronica però quando siamo noi’. Era scaramantica da morire, aveva messo il sale su tutti gli stipiti delle porte. Si arrabbiava perché in televisione si prova poco, lei veniva da un’altra scuola, diceva ‘ma come facciamo a provare le cose solo tre giorni a settimana?'”.

E ancora: “Ma la cosa che ho capito di lei l’ho capita dopo, quando ho cominciato a rimettermi a posto. Teneva moltissimo alla sua immagine, e però non era un’immagine vuota come tante di adesso, perché dentro c’era il contenuto. Era una visione di sé che era sempre lei, e non l’ha mai tradita, né nella testa né nel corpo. Ti guardi allo specchio e dici, sono io. Non è la questione di essere magri o grassi. È il riconoscersi”.

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