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Come si sceglie il tonno in scatola migliore? Non solo marchio, prezzo e contenuto proteico: ecco cosa controllare prima dell’acquisto

Dal sale alla specie utilizzata, passando per il peso sgocciolato, la zona di pesca e il tipo di olio: secondo l'esperto intervistato da Cook del Corriere della Sera sono questi i dettagli dell'etichetta che permettono di riconoscere un prodotto di qualità ed evitare gli errori più comuni al supermercato

di Redazione FqMagazine
Come si sceglie il tonno in scatola migliore? Non solo marchio, prezzo e contenuto proteico: ecco cosa controllare prima dell’acquisto

Quando si sceglie una scatoletta di tonno al supermercato, la maggior parte dei consumatori guarda il marchio, il prezzo o al massimo il contenuto proteico. Ma sono davvero questi gli elementi più importanti?

Secondo quanto spiegato dal biologo nutrizionista Eros Patuzzo a Cook, l’inserto dedicato al cibo del Corriere della Sera, ci sono altri parametri da controllare prima dell’acquisto. “Pochi ingredienti, specie dichiarata, buon rapporto tra peso netto e sgocciolato, sale contenuto e olio indicato con chiarezza sono elementi che aiutano il consumatore a capire cosa sta realmente acquistando”, osserva l’esperto.

Uno degli aspetti più sottovalutati riguarda proprio il sale. Molti consumatori si concentrano sulle proteine, ma Patuzzo invita a fare attenzione soprattutto al contenuto di sodio. “Meglio preferire prodotti con valori più contenuti, idealmente intorno a 0,8-1 grammo di sale per 100 grammi o meno“, spiega.

Anche la specie di tonno utilizzata può fare la differenza. Dal 2014 deve essere indicata in etichetta e fornisce informazioni utili non solo sul gusto e sulla consistenza del prodotto, ma anche sulla sostenibilità e, in parte, sull’esposizione a contaminanti come il mercurio.

Un altro errore comune riguarda il tonno “al naturale”. Molti lo considerano automaticamente più salutare rispetto a quello sott’olio, ma non sempre è così. “Il tonno al naturale è più magro perché contiene acqua o salamoia, ma può avere un contenuto di sale non trascurabile“, sottolinea il nutrizionista.

Tra gli elementi da verificare figurano inoltre il peso sgocciolato, la zona FAO di pesca e il tipo di olio utilizzato. Quanto al contenitore, sfatiamo un luogo comune: il vetro non garantisce automaticamente una qualità superiore rispetto alla classica lattina.

Infine, attenzione a non confondere sostenibilità e qualità nutrizionale. Certificazioni come MSC o Friend of the Sea possono offrire indicazioni sulla tracciabilità e sulla gestione delle risorse marine, ma non garantiscono da sole un prodotto migliore dal punto di vista nutrizionale. L’approfondimento completo è disponibile su Cook del Corriere della Sera.

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