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Ricercatori scoprono dei nuovi “vermi con le ciglia” e decidono di chiamarli Alberto Angela come tributo al divulgatore: cosa sono questi nuovi organismi marini individuati in Salento

I ricercatori dell'Università del Salento hanno individuato un anellide finora sconosciuto nei fondali di Nardò. La dedica ad Alberto Angela è un omaggio all'impatto dei suoi programmi televisivi sulle carriere degli scienziati

di Redazione FqMagazine
Ricercatori scoprono dei nuovi “vermi con le ciglia” e decidono di chiamarli Alberto Angela come tributo al divulgatore: cosa sono questi nuovi organismi marini individuati in Salento

Nelle acque del mar Ionio, al largo delle coste leccesi, vive un piccolo organismo marino filtratore finora ignoto alla scienza, che da oggi porta il nome di uno dei volti più noti della televisione italiana. Si chiama Myxicola albertoangelai ed è la nuova specie scoperta da un team internazionale guidato dai ricercatori dell’Università del Salento, il cui nome è stato formalizzato in un recente studio tassonomico pubblicato sulla rivista scientifica Zoological Journal of the Linnean Society. L’intitolazione rappresenta un tributo diretto al lavoro del conduttore di Ulisse, capace di segnare il percorso accademico degli stessi autori della scoperta.

Le motivazioni della dedica: l’impatto sulle nuove generazioni di scienziati

La scelta di assegnare il nome di Alberto Angela a una nuova specie animale nasce dal riconoscimento del suo ruolo nella diffusione del sapere scientifico, sulle orme del padre Piero. A spiegarlo sono i ricercatori del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali di UniSalento, tra cui Matteo Putignano, Andrea Toso e Joachim Langeneck, i quali individuano nei programmi televisivi del divulgatore la scintilla che li ha avvicinati alla biologia marina. “Questa specie è stata denominata così come omaggio ad Angela e al suo lavoro, votato alla promozione della conoscenza presso il grande pubblico. I suoi programmi hanno lasciato un’impronta duratura nelle nostre vite e hanno contribuito alle nostre scelte di carriera”, dichiarano congiuntamente gli autori dello studio.
Una posizione ribadita anche in una nota ufficiale dell’Ateneo salentino, che inquadra la decisione come “un riconoscimento al suo straordinario contributo alla diffusione della cultura scientifica e alla sua capacità di avvicinare il grande pubblico alle meraviglie della natura, della storia e della ricerca”.

L’identikit della specie scoperta a Nardò

Dal punto di vista prettamente biologico, la Myxicola albertoangelai è un anellide polichete che rientra nella famiglia dei Sabellidae. Si tratta di un gruppo di organismi marini comunemente definiti nei paesi anglosassoni “eyelash worms” (vermi con le ciglia). La loro caratteristica anatomica principale è un apparato branchiale a forma di ventaglio, che l’animale utilizza per filtrare dall’acqua le particelle alimentari necessarie al proprio sostentamento. L’esemplare che ha permesso l’identificazione, definito “esemplare tipo”, è stato rinvenuto nei fondali di Santa Caterina di Nardò, nel mar Ionio settentrionale. La sua scoperta si inserisce in un quadro di ricerca più ampio: l’anellide leccese è infatti una delle quattro nuove entità biologiche classificate dai ricercatori durante un lavoro di profonda revisione dell’intero genere Myxicola.

Questo risultato è stato ottenuto applicando i principi della tassonomia integrativa, un approccio metodologico moderno che incrocia l’analisi morfologica visiva tradizionale con il sequenziamento e le indagini genetiche. Il ritrovamento della Myxicola albertoangelai conferma un dato scientifico rilevante: persino il Mar Mediterraneo, pur essendo uno dei bacini idrici più perlustrati e studiati al mondo, ospita ancora specie sconosciute o precedentemente confuse e raggruppate in modo errato sotto nomenclature generiche.

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