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“Passeggiare, cucinare per gli altri, stare in famiglia e impicciarsi degli affari di tutti”: cos’è il Nonna Maxxing, il nuovo trend ispirato alla “grande madre” che spopola tra la Gen Z

Dai social alla cucina tradizionale, la Gen Z riscopre uno stile di vita lento ispirato all’immaginario rassicurante delle nonne di una volta

di Simona Griggio
“Passeggiare, cucinare per gli altri, stare in famiglia e impicciarsi degli affari di tutti”: cos’è il Nonna Maxxing, il nuovo trend ispirato alla “grande madre” che spopola tra la Gen Z

L’era della ‘nonna mediterranea’ è cominciata. Riscopre e rielabora, un po’ fantasiosamente, lo stile di vita delle nonne di una volta: accoglienti, sagge, protettive, dedite alla cucina e ai nipoti, al rammendo e al ventaglio davanti all’uscio al fresco di una sera campagnola, senza ansie né paure, senza fretta. Stiamo parlando di “Nonna Maxxing”, il nuovo trend che spopola fra ragazze e ragazzi della Gen Z e si ispira a uno stereotipo rassicurante: la grande madre.

Cos’è il “Nonna Maxxing”

Il termine, nato dalla combinazione fra la parola italiana “nonna” e l’inglese “maxxing” usato sul web per indicare l’ottimizzazione di un aspetto, fa riferimento a uno stile di vita autentico che valorizza la lentezza e l’accudimento degli altri come principi chiave per combattere la fatica della vita contemporanea. Come in un abbraccio di nonna, come in un suo consiglio autorevole, l’ansia da performance a tutti i costi, la corsa ai risultati, l’over dose da social che genera in molti giovani stress e senso di inadeguatezza si sciolgono magicamente. E’ la risposta, diventata un trend su TikTok e Instagram, che i nativi digitali (i nati fra 1l 1997 e 2012) oppongono alla velocità imposta da una quotidianità sempre più faticosa, che pretende la connessione continua a tutto senza approfondire niente.

L’antidoto alla velocità

Interiorizzare l’idea della nonna che tutti vorremmo è l’antidoto. Non importa se questa figura sia fittizia, ideale, poetica. Non importa nemmeno che una nonna del genere sia mai esistita. Ciò che conta è immaginarla come un’icona di un tempo che scorre in un altro modo. Il fenomeno già lo scorso marzo era apparso su Forbes, che ne parlava come del desiderio della Gen Z di rallentare i ritmi, di cucinare come facevano le nostre nonne. E spiegava che questa nuova esigenza, manifestata per la prima volta durante il lockdown, è confluita lo scorso febbraio nel “nonna-maxxing”. Un manifesto di ritorno al benessere e di cura di sé e degli altri attraverso la preparazione di ricette tradizionali, il consumo di prodotti freschi, il ritorno alla cucina con i grassi, alla pasta fatta in casa con le mani, alle lunghe passeggiate. Il tutto senza smartphone.

Il cibo come simbolo della tendenza

Dal ragù al pane impastato a mano, il cibo è l’espressione più tangibile della tendenza. Non puoi mettere fretta a un brasato e nemmeno imporre a un germoglio di sbocciare. Allora vai in giardino, ti siedi sulla poltroncina di paglia della nonna e guardi ciò che hai intorno. La tendenza, che coinvolge diverse culture e continenti, vede nella nonna italiana un simbolo di longevità e vitalità.

Il punto di vista del Guardian

Il giornale britannico Guardian titola così: “La Gen Z si sta rivolgendo alle nonne per un’ispirazione su come vivere fino a 100 anni”. Ecco l’argomentazione: “L’Italia in generale (e la Sardegna in particolare) è considerata una Zona Blu: uno di quei luoghi sulla Terra dove le persone vivono molto più a lungo del resto di noi, molti dei quali ben oltre i 100”. E ancora: “Le nonne vivono uno stile di vita esemplare nella Blue Zone: rimangono attive, seguono una dieta mediterranea fatta in casa, mantengono forti legami familiari e rimangono coinvolte nelle loro comunità. Tutte queste cose hanno dimostrato di promuovere la longevità”. Soprattutto, sottolinea il quotidiano, la nonna archetipica possiede, per i giovani intervistati nell’articolo, il segreto del dolce far niente: una sorta di visione della vita rilassata e lontana dai telefonini ma non per questo meno partecipe. In cosa si traduce nel concreto? “Passeggiare, cucinare per gli altri, trascorrere del tempo con la famiglia e impicciarsi degli affari di tutti”.

Le nonne nella cultura pop

Quanti icone di nonne ci sono? In Italia il cinema ne ha offerto vari esemplari, da Ave Nichi a Tina Pica fino alle nonne dei film di Leonardo Pieraccioni. Ma esistono nei fumetti anche nonna Papera, Nonna Abelarda e diversi personaggi dei cartoon. Fra le più divertenti figure di vegliarde non si pèuò non citare Nonna Clara, la nonna di Jean-Claude nella parodia comica “Sensualità a Corte” del GialappaShow.

Incute rispetto e timor reverenziale anche buttando parole a caso. Di tutte queste nonne, hanno poteri sovrannaturali, altre sono diaboliche e invadenti, altre ancora dove le metti stanno aspettando che i nipoti vadano a chieder loro consigli e previsioni profetiche. In generale, alla fine hanno sempre ragione loro.

E oggi? Le nonne boomer spesso hanno molto da fare. La lezione di pilates, la conferenza in libreria, il cappuccino con le amiche, il volontariato, il bricolage, l’esperienza meditativa, il vernissage. La nonna che ci aspetta con la crostata fumante dopo aver sbrigato le faccende domestiche o lavorato tutto il giorno dov’è? Se c’è stata e se ancora c’è, portiamola al cinema con noi.

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