La regina degli autori della televisione italiana. Irene Ghergo ha conosciuto tutte le personalità più importanti del piccolo schermo e la sua penna ha firmato trasmissioni di successo. L’autrice si è raccontata in una lunga intervista a Il Corriere della Sera. Una lunga carrellata di ricordi e aneddoti irresistibili e naturalmente anche un pensiero all’ex collega di lavoro per il “Grande Fratello”, Alfonso Signorini. “È un caro amico, – ha affermato – un signore colto, un bravissimo conduttore. Non meritava quello che è capitato. Purtroppo sui social è stato un incosciente”.
Poi il ricordo della “premiata” ditta Raffaella Carrà – Gianni Boncompagni: “Lei arrivava alla riunione a passo di marcia. Con i capelli ricci, al naturale. Gianni era insofferente al rito, lo annoiava, però abbozzava. Si accomodava sul divano e dopo un minuto già russava. La prima puntata di ‘Pronto, Raffaella’, Gianni scese dalla regia e le diede uno spintone: ‘Vai, tanto andrà tutto malissimo’. E alla prima telefonata in diretta un tizio la mandò affanc…”.
La nascita del programma cult “Non è la Rai”: Nacque in via dell’Anima, a casa di Berlusconi. Silvio credeva che fossi la moglie di Boncompagni: ‘Prego, signora, si accomodi’. A pranzo raccontava barzellette. Gianni, quasi sordo, lo fissava inespressivo, non rideva. E io gli davo i calci sotto al tavolo. Gianni presentò richieste assurde: buttare tutte le telecamere, totale autonomia. Berlusconi capì che quel programma era speciale e lo accontentò. Nel promo c’era Enrica Bonaccorti davanti a un plotone di esecuzione”.
E infine Maurizio Costanzo: “Alle riunioni per Buona Domenica c’era sempre il dramma dell’ospite che non poteva venire. Maurizio, imperturbabile: Togliete ‘a sedia“.