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Drone russo su Galați, la Romania pensa all’articolo 4 Nato: cosa prevede e quando è stato attivato

La disposizione consente a qualsiasi Paese dell'Alleanza di chiedere consultazioni urgenti quando ritiene minacciata la propria sicurezza
Drone russo su Galați, la Romania pensa all’articolo 4 Nato: cosa prevede e quando è stato attivato
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L’articolo 4 del Trattato Nato torna al centro del dibattito in Europa dopo che un drone russo, durante un attacco contro l’Ucraina, ha sconfinato in territorio ucraino e si è schiantato su un edificio residenziale nella città di Galați, provocando il ferimento di due persone. Si tratta del più grave incidente verificatosi sul territorio della Romania dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 e, secondo la ministra degli Esteri romena Oana Țoiu, ci sarebbero le condizioni per attivare il meccanismo di consultazione previsto dall’Alleanza Atlantica: “L’incidente di ieri sera rientra nella categoria degli eventi che giustificano l’uso di tali strumenti”, ha detto il capo della diplomazia di Bucarest.

Cosa prevede l’articolo 4? Il testo stabilisce che “le parti si consulteranno ogni volta che, nell’opinione di una di esse, l’integrità territoriale, l’indipendenza politica o la sicurezza di una delle parti fosse minacciata”. Rappresenta però il principale strumento politico attraverso cui un alleato può chiedere formalmente una discussione urgente all’interno del Consiglio Nord Atlantico.

A differenza del più noto articolo 5 – che riguarda la difesa collettiva in caso di attacco armato contro uno o più membri dell’Alleanza ma che non comporta automaticamente alcuna risposta militare né obbliga gli altri Paesi ad adottare misure specifiche – l’articolo 4 è uno strumento preventivo: serve a condividere informazioni, valutare i rischi, coordinare le risposte e mostrare solidarietà politica prima che una crisi degeneri.

Chi può invocarlo? Qualsiasi Stato membro della Nato. La richiesta viene presentata al Consiglio Nord Atlantico e apre consultazioni formali tra i 32 alleati. L’esito può tradursi in dichiarazioni politiche, rafforzamento della sorveglianza, dispiegamento di forze aggiuntive o altre misure concordate, ma non esiste alcun automatismo.

Dalla fondazione della Nato nel 1949 l’articolo 4 è stato utilizzato raramente. Secondo la stessa Alleanza e la ricostruzione degli episodi più rilevanti, è stato invocato in sette occasioni fino alla metà degli anni Venti e successivamente ancora dalla Polonia dopo violazioni dello spazio aereo attribuite alla Russia. La prima volta fu nel 2003, quando la Turchia chiese consultazioni in vista della guerra in Iraq. Ankara tornò a invocarlo nel 2012 dopo l’abbattimento di un proprio jet da parte della Siria e ancora nel 2013 a causa degli attacchi provenienti dal conflitto siriano. Un’ulteriore richiesta arrivò nel 2015, dopo un grave attentato terroristico sul territorio turco.

Nel marzo 2014, invece, fu la Polonia, insieme ai Paesi baltici, a chiedere consultazioni dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia. Nel febbraio 2022 l’articolo 4 venne nuovamente attivato da Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia nelle ore successive all’invasione russa dell’Ucraina. Le consultazioni portarono al rafforzamento del fianco orientale della Nato con nuove truppe, sistemi di difesa aerea e gruppi di combattimento multinazionali.

È in questo contesto che si inserisce il caso di Galați. Nella notte tra giovedì e venerdì un drone lanciato dalla Russia contro obiettivi ucraini ha attraversato lo spazio aereo romeno e si è schiantato contro un palazzo nella città situata vicino al confine con l’Ucraina. Due civili sono rimasti feriti e le autorità hanno disposto l’evacuazione di decine di residenti. Il presidente Nicușor Dan ha definito l’accaduto “il più grave incidente di sicurezza” registrato in Romania dall’inizio della guerra.

Secondo la ministra degli Esteri, l’episodio supera la soglia dei precedenti sconfinamenti di droni e frammenti già registrati negli ultimi anni. Finora la Romania aveva denunciato numerose violazioni del proprio spazio aereo e il ritrovamento di detriti sul proprio territorio, ma senza vittime. In questo caso, invece, il drone ha colpito direttamente un edificio abitato provocando feriti.

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