Il mondo FQ

Lavoro

Ultimo aggiornamento: 20:27

Electrolux, presidio dei lavoratori: “Da Urso un atteggiamento da Ponzio Pilato”

Dai sindacati c'è scarsa fiducia nell'azione del governo: "Noi siamo stati sinceri, gli altri che hanno detto di no al piano vedremo cosa faranno",
Icona dei commenti Commenti

Il piano di Electrolux e i licenziamenti restano sul tavolo, in attesa di un nuovo vertice al Mimit il 15 giugno. Almeno per ora dalla multinazionale svedese non c’è stato alcun passo indietro, al di là della richiesta di ritiro da parte dei sindacati e dei lavoratori in presidio fuori dal Ministero, della contrarietà degli enti locali. E di quella del ministro delle Imprese del made in Italy Adolfo Urso e del governo, secondo cui il piano da 1700 esuberi in Italia è “irricevibile“.

“Non negoziamo con la pistola alla testa”, ha commentato il segretario generale della Fiom Cgil Michele De Palma. Per poi rivendicare al termine del vertice: “L’attuale piano evidentemente porterà alla cessazione della produzione nel nostro Paese perché attiva da subito un dimezzamento della capacità produttiva in Italia attraverso il trasferimento dei prodotti e con il rischio di un ulteriore peggioramento della situazione. Non accetteremo mai un piano che determinerebbe la fine dell’elettrodomestico nel nostro Paese. Lo stato di agitazione e le mobilitazioni dei lavoratori continueranno fino al 15 giugno”.

Se Urso e il governo si dicono contrari, dai sindacati però c’è scarsa fiducia nell’azione del governo: “Noi siamo stati sinceri, gli altri che hanno detto di no al piano vedremo cosa faranno“, ha attaccato Rocco Palombella, segretario generale Uilm. Per poi attaccare: “Urso? Da lui ho percepito un atteggiamento da Ponzio Pilato, più che un ministro determinato”. Anche De Palma attacca: “Electrolux oggi avrebbe dovuto dire al ministro Urso che avrebbe ritirato il piano, invece non l’ha fatto. Per questo credo che se entro il 15 giugno questo non accadrà, dovrà essere Giorgia Meloni a entrare in campo, deve chiamare l’amministratore delegato. Questo è un piano contro la produzione in Italia”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione