Mattone e politica. Il presente e il futuro di Francesca Pascale s’intrecciano con il passato, la sua prima vita, quella accanto a Silvio Berlusconi. Da cinque anni ha infatti cominciato a investire in immobili il patrimonio che le ha lasciato Berlusconi dopo la fine della loro relazione. “Un assegno di venti milioni di euro e firmato un accordo di mantenimento da un milione l’anno”, rivelò nel 2020 il settimanale Oggi, senza mai essere smentito, a proposito della buonuscita da record.
La Pascale ne parla al Corriere della Sera, confermando di essere impegnata con la sua società nell’investimento in “affitti di lusso e turismo di lusso. Ne parlavamo con Silvio e io cercavo di assorbire come una spugna tutti i suggerimenti che mi dava”. Open, che nel 2024 fece i conti in tasca all’ex first lady, rivelò che a lei risultavano intestati “6 immobili e 13 terreni fra cui quelli che compongono la tenuta di Trequanda nel senese”, dove la Pascale visse anche con l’ex moglie Paola Turci.
Appena qualche giorno fa la cantante è tornata a parlare del loro matrimonio – arrivando a definire la loro relazione “tossica”, un errore le nozze e che di quella storia “non rimane nulla” -, mentre la Pascale preferisce soprassedere: “Non ho nulla da replicare o da aggiungere. Per me è un capitolo chiuso”, replica via Corriere. Più che all’amore, ora pensa agli affari, in particolare all’attività immobiliare tra Fregene, Fiesole e Roma, dove pure ha avuto qualche intoppo. Nei giorni scorsi si è parlato infatti del suo b&b di lusso nel centro storico della Capitale, per il quale il ministero della Cultura avrebbe deciso poi di non esercitare la prelazione. “Ma io non lo sto affittando. È fermo. L’ho ristrutturato e l’impegno economico è stato notevole. Ma non intendo farci un b&b, lo affitterò per lunghi periodi, a uomini e donne d’affari, a politici. È piccolo, ma a Fontanella Borghese”, precisa la Pascale, aggiungendo di non conoscere il ministro Giuli e che “non c’è stato alcun intervento suo, sono semplicemente trascorsi i mesi per il silenzio-assenso, e ho potuto acquistare e ristrutturare”.
Il prossimo progetto? “A Fiesole sto lavorando a qualcosa di ancora più impegnativo. Sta nascendo un resort di lusso abbastanza grande”, rivela. Quanto alla politica, ammette di provare un “affetto nostalgico” per Forza Italia “ma non penso a candidature”. Poi annuncia che il 15 giugno in sala Stampa a Montecitorio presenterà “il primo disegno di legge contro l’omolesbotransfobia di area liberale e conservatrice, un ddl ‘anti Zan’. E in quell’occasione farò un appello a Forza Italia perché lo appoggi. Vorrei entrare in FI per lavorare per i diritti civili, mi piacerebbe molto”.