Luciana Littizzetto è stata ospite di Kong-Con la testa tra le nuvole su Rai 3, dove ha parlato del suo nuovo libro e ha raccontato diversi episodi della sua vita personale e professionale durante la lunga intervista con il conduttore Fabio Volo. Il punto di partenza è stato il suo ultimo lavoro, Il tempo del la la la, che per l’autrice rappresenta una fase precisa della vita. Partendo proprio dal titolo del libro, la comica ha spiegato il significato di quella formula particolare: “C’è il tempo del la la la, la la la la la la la la la! Una sospensione dove non sai bene da che parte andare, a 60 anni cosa fai? Mantieni la pugna, continui a combattere o allora oppure scali un po’ la marcia?”.
Poi il ricordo degli anni dell’adolescenza a Torino e della scuola dalle suore: “Io ero dalle suore, figurati! Avevamo una classe solo femminile, però anche lì c’era movimento, c’era consapevolezza, condivisione. Ogni gradino era una tacca in più: il bacio sulla bocca, poi con la lingua, poi la mano sul seno”.
Al centro dell’intervista anche le amicizie femminili e il rapporto con Ornella Vanoni, Orietta Berti e Mara Maionchi. La Littizzetto cita una frase della Vanoni riportata nel libro: “Vivi sempre con passione, rispetta le persone e l’amore per te stessa, non perderlo, non farti mai trattare, tu rischia ma rimani uguale”. Ricorda poi le loro serate insieme: “Lunghe telefonate, e poi chiacchierate… Lei era una persona morbida, ti accarezzava sempre. Tutte insieme parlavano di pensione ma non solo. Capitava che Ornella dicesse a Orietta di non mettere le mutande, perché a una certa età si va in bagno più spesso. Sono queste le donne libere, meravigliose, moderne, che vivono il tempo del la la la”.
Non mancano i racconti più quotidiani, come quelli delle chat WhatsApp con le amiche: “Figlie rupestri”, nata dopo un viaggio a Matera, ma anche “Pene, ma non penissimo” e “Pirla, ma non pirlissimo”. E sull’amicizia aggiunge: “Credo che nelle amicizie quello sia l’ingrediente fondamentale: potersi permettere di dire alla tua amica quello che pensi”. Le amiche di oggi la chiamano “per chiedermi se conosco un bravo dermatologo, oculista, pneumologo, ma anche per andare a un concerto o al cinema”.
Gli anni a Zelig e il rapporto con Fazio
Tra gli aneddoti sulla carriera, torna agli anni di Zelig e al primo incontro con Marco Santin della Gialappa’s Band: “Marco Santin venne a vedermi a “Zelig”, io emozionatissima, interpretavo Sabbry: ero in camerino quando lo vidi uscire dal bagno; lui mi strinse la mano e mi disse: “Tranquilla, ho appena pisciato”. Ecco, l’ambiente era quello”. Poi si passa al rapporto con Fabio Fazio: “Se buco di notte e lo chiamo gli viene un infarto, lui cambierebbe la macchina, non la gomma”.
Tinder e menopausa
Littizzetto affronta poi uno dei temi centrali del libro, la menopausa, con il suo stile diretto: “Sono 72 i sintomi della menopausa”. E li elenca: “Le vampate di calore, la brain fog, i capelli si assottigliano, la pelle più disidratata, le ossa si svuotano… La patata che si secca!”.
Infine, il capitolo dedicato alle app di incontri. Per scrivere il libro, racconta di essersi iscritta a Tinder sotto falso nome: “Mi sono iscritta. Sì, ma non con il mio nome”. Nella descrizione aveva scritto: “Amo i libri”. E aggiunge: “Io sono un prodotto di nicchia per intenditori”. L’esperimento è durato un po’: “L’ho tenuto però per un po’ perché volevo capire com’era“. Poi il racconto: “Sono andata a un matrimonio di due miei amici maschi su Grindr, che si sono incontrati su Grindr e si sono sposati”.