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Mondiali, ripescaggio Italia: l’allarme ebola mette in dubbio la presenza del Congo. Rispunta Zampolli: “Non si può correre il rischio di farli arrivare negli Usa”

L'inviato speciale per le partnership globali del presidente Usa Donald Trump non molla: "L’epidemia è talmente grave che non si può correre il rischio di farli arrivare negli States"
Mondiali, ripescaggio Italia: l’allarme ebola mette in dubbio la presenza del Congo. Rispunta Zampolli: “Non si può correre il rischio di farli arrivare negli Usa”
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La nazionale di calcio della Repubblica Democratica del Congo (RDC), il cui Paese sta affrontando un’epidemia di ebola, ha annullato una parte del suo ritiro di preparazione ai Mondiali. Lo ha confermato un suo rappresentante all’AFP. Domenica l’OMS ha emesso un allarme sanitario internazionale in risposta alla 17esima ondata di Ebola nella RDC, un vasto Paese dell’Africa centrale con oltre 100 milioni di abitanti, dove le province orientali, difficilmente accessibili via terra e afflitte dalla violenza dei gruppi armati, sono le più colpite.

Secondo l’OMS, si sospetta che l’epidemia abbia già causato 139 decessi su quasi 600 casi probabili e potrebbe continuare, ma il rischio di una pandemia è considerato “basso“. La nazionale intanto ha annullati il pre-ritiro in programma a Kinshasa e spostato la preparazione in Belgio. Inoltre tutti i giocatori convocati giocano in Europa e non sono rientrati nel Paese negli ultimi 21 giorni.

Prima la guerra lato Iran, ora l’ebola in Congo. A proposito di ciò, è riapparso ancora Paolo Zampolli, l’uomo di Trump, che ha spiegato: “L’esplosione del contagio da ebola in Repubblica Democratica del Congo libererebbe un secondo slot a disposizione per gli azzurri, dopo quello dell’Iran“. Zampolli ha poi aggiunto: “L’epidemia è talmente grave che non si può correre il rischio di far arrivare negli States i giocatori della Repubblica Democratica del Congo. Sarebbe davvero difficile non pensare come prima idea alla Nazionale italiana”.

Gli Stati Uniti, che ospitano insieme a Canada e Messico i Mondiali di calcio FIFA (dall’11 giugno al 19 luglio), hanno annunciato lunedì controlli sanitari più severi alle frontiere per contrastare il virus Ebola, vietando l’ingresso ai cittadini stranieri che abbiano viaggiato in Uganda, nella Repubblica Democratica del Congo o nel Sud Sudan negli ultimi 21 giorni. Un funzionario statunitense ha chiarito martedì che la nazionale congolese si è già allenata in Europa e potrebbe quindi non soddisfare i criteri per il divieto di ingresso.

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