Il mondo FQ

Parigi respinge la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese. Gozi: “La città non può premiare posizioni radicali”

Il Consiglio della capitale francese ha respinto con 76 voti a favore della bocciatura e 48 contrari la proposta presentata da La France Insoumise
Parigi respinge la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese. Gozi: “La città non può premiare posizioni radicali”
Icona dei commenti Commenti

Nonostante la rimozione delle sanzioni da parte degli Stati Uniti, il Consiglio di Parigi ha respinto con 76 voti a favore della bocciatura e 48 contrari la proposta presentata da La France Insoumise per conferire la cittadinanza onoraria della città a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati. A sostenere la bocciatura della mozione sono stati i gruppi MoDem, Renaissance e socialisti e repubblicani. A favore del conferimento della cittadinanza hanno invece votato Verdi, La France Insoumise e i comunisti. Nel dibattito in aula è intervenuto anche Sandro Gozi, consigliere di Parigi in quota MoDem ed eurodeputato di Renew Europe, che ha contestato duramente la proposta.

“La cittadinanza onoraria di Parigi non può diventare uno strumento militante né un simbolo di radicalizzazione politica“, ha dichiarato Gozi nel suo intervento. “Come può una grande capitale europea, città del dialogo e dell’universalismo, onorare una personalità che da anni moltiplica dichiarazioni partigiane e provocazioni ideologiche?”. Gozi ha ricordato alcune dichiarazioni di Albanese sul conflitto israelo-palestinese e sul 7 ottobre, definendo “gravissime” le parole con cui aveva sostenuto che “la violenza di oggi deve essere contestualizzata”. “Si può davvero contestualizzare il terrorismo? Si può relativizzare la barbarie?”, ha affermato.

Gozi ha inoltre citato l’episodio avvenuto a Reggio Emilia, quando Albanese interruppe pubblicamente il sindaco dopo un riferimento alla soluzione “due popoli, due Stati” e alla liberazione degli ostaggi israeliani. “Una rappresentante delle Nazioni Unite che rifiuta persino il principio della coesistenza e intima a un sindaco democraticamente eletto di non ripetere certe parole non può rappresentare un simbolo per Parigi”, ha detto. “Parigi non ha vocazione a diventare il teatro delle radicalità importate. Conferire questa onorificenza sarebbe stato un errore morale, politico e storico”, ha concluso.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione