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Stellantis-Dongfeng, nuova joint venture per l’Europa: rischi e speranze della mossa. L’assemblaggio auto? In Francia

Accordo tra il gruppo guidato da Antonio Filosa e il costruttore cinese per produrre modelli elettrificati nello stabilimento di Rennes: una mossa politica. Ecco perché
Stellantis-Dongfeng, nuova joint venture per l’Europa: rischi e speranze della mossa. L’assemblaggio auto? In Francia
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Stellantis e Dongfeng accelerano e rilanciano una collaborazione che dura da oltre trent’anni. I due gruppi hanno infatti firmato un memorandum d’intesa non vincolante con l’obiettivo di creare una nuova joint venture europea dedicata ai veicoli a nuova energia, cioè auto elettriche e ibride plug-in. L’accordo, per il momento, resta subordinato alla firma definitiva dei contratti operativi e alle approvazioni necessarie.

Un passaggio strategico per Stellantis e Dongfeng

Si tratta comunque di un passaggio strategico importante per entrambe le aziende. Da un lato Stellantis punta ad ampliare l’offerta di modelli elettrificati competitivi a livello di prezzo e tecnologia, sfruttando l’enorme ecosistema cinese dei NEV (New Energy Vehicles). Dall’altro Dongfeng ha così modo di mettere a terra il proprio piano di espansione internazionale, utilizzando la rete commerciale, logistica e post-vendita del gruppo guidato da Antonio Filosa, che giovedì presenterà agli investitori il nuovo piano industriale. La società avrà sede in Europa, sarà controllata da Stellantis con una quota del 51% – mentre Dongfeng Group deterrà restante il 49% – e gestirà vendite, distribuzione, produzione, acquisti e attività di ingegneria. Il primo focus riguarda il marchio premium elettrico Voyah, già presente in alcuni mercati asiatici e pronto ora a sbarcare in Europa attraverso una struttura più solida e capillare.

La fabbrica a Rennes: una mossa politica

Uno degli aspetti cruciali del progetto riguarda però la produzione. Stellantis e Dongfeng prevedono infatti di localizzare in Europa parte dell’assemblaggio dei futuri modelli elettrificati Dongfeng, con l’ipotesi concreta di utilizzare lo stabilimento Stellantis di Rennes, in Francia. Una scelta che va letta in chiave industriale ma anche politica: produrre localmente consentirebbe infatti di rispondere alle crescenti pressioni europee sui costruttori cinesi, soprattutto sul tema dei dazi e del cosiddetto “made in Europe”. Ma proprio qui emergono anche le prime, potenziali, criticità.

Il rischio della concorrenza interna sui marchi

Per Stellantis, aprire ulteriormente le porte europee a un marchio cinese potrebbe creare tensioni interne tra i brand del gruppo, soprattutto in una fase in cui Peugeot, Citroën, Opel e Fiat stanno già combattendo una difficile battaglia (per certi versi fratricida) sul mercato dell’elettrico. Il rischio è che vetture sviluppate con costi cinesi più competitivi finiscano per sovrapporsi, creando concorrenza interna.

Nodi politici e criticità industriali

C’è poi il nodo politico. Bruxelles ha ormai acceso i riflettori sull’avanzata dei costruttori cinesi e sulle possibili distorsioni dovute agli aiuti statali ricevuti in patria. Anche se la produzione dovesse essere localizzata in Francia, resta il tema della dipendenza tecnologica dalla Cina, soprattutto per batterie, software e supply chain. Una questione sempre più delicata in Europa, dove l’industria automobilistica è considerata strategica non solo economicamente, ma anche geopoliticamente. Non manca nemmeno una potenziale criticità industriale. Lo stabilimento di Rennes dovrebbe adattarsi alla produzione di modelli sviluppati secondo logiche e piattaforme cinesi, con inevitabili complessità organizzative e operative. Inoltre, resta da capire quale sarà la reale percezione del cliente europeo: il marchio Voyah è praticamente sconosciuto alle nostre latitudini e dovrà costruire da zero credibilità, rete e valore residuo.

La strategia dell’asse integrato con l’Asia

Il piano arriva inoltre poche settimane dopo un altro annuncio significativo: il rafforzamento della joint venture DPCA (Dongfeng Peugeot Citroën Automobile) in Cina. Dal 2027 lo stabilimento di Wuhan produrrà infatti nuovi modelli Peugeot e Jeep elettrificati destinati sia al mercato cinese sia all’esportazione globale. Un doppio movimento che evidenzia come Stellantis stia cercando di costruire un asse industriale sempre più integrato tra Europa e Cina. “Questo nuovo capitolo consentirà di offrire una gamma ancora più ampia di prodotti a prezzi competitivi”, ha dichiarato Filosa, sottolineando come la partnership permetta di combinare la presenza globale di Stellantis con la competitività tecnologica cinese nel settore elettrico. Dietro l’operazione c’è però anche una realtà ormai evidente: l’automotive europea ha bisogno della velocità e delle economie di scala sviluppate dai costruttori cinesi sull’elettrico. E mentre Bruxelles prova a proteggere la produzione continentale, i grandi gruppi occidentali sembrano sempre più orientati verso partnership industriali con Pechino piuttosto che verso uno scontro diretto.

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