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Auto usate, dentro lo stabilimento dove vengono ricondizionate prima di tornare in strada

Siamo entrati nella factory di BrumBrum a Reggio Emilia. Oltre 300 controlli, ripristini e verifiche per rendere più trasparente il mercato delle vetture di seconda mano
Auto usate, dentro lo stabilimento dove vengono ricondizionate prima di tornare in strada
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Comprare un’auto usata online, fino a qualche anno fa, sembrava quasi un azzardo. Foto, descrizioni, qualche garanzia promessa e molta fiducia da mettere sul piatto verso il concessionario di turno. Oggi quel mondo sta cambiando il modo di approcciarsi verso il grande pubblico, soprattutto spinto da operatori che provano a trasformare l’usato in un prodotto più controllato, più verificabile e meno affidato alla fortuna. BrumBrum, marchio italiano del gruppo europeo Aramis, si muove proprio in questa direzione: vendere auto usate sul web, ma con alle spalle un processo industriale fatto di minuziosi controlli, ripristini e attente certificazioni. Il cuore dell’operazione è la factory di Reggio Emilia, dove le vetture arrivano prima di essere rimesse sul mercato.

La visita allo stabilimento che abbiamo effettuato in prima persona ci ha aiutato a capire che dietro la vetrina digitale c’è un lavoro molto fisico. Le auto vengono lavate, ispezionate, sollevate sui ponti, controllate nella meccanica, nella carrozzeria, nell’elettronica e nei sistemi ADAS. Il processo prevede oltre 300 verifiche qualitative, con una capacità produttiva dichiarata fino a 1.500 veicoli al mese. Non si tratta di far sembrare nuova un’auto che nuova non è, l’obiettivo è piuttosto stabilire cosa deve essere ripristinato, cosa può restare, come farlo e cosa va mostrato con chiarezza al cliente prima dell’acquisto.

È qui che si gioca la parte più delicata dell’usato: la fiducia. Nel mercato tradizionale il compratore spesso arriva davanti alla vettura con molte domande e poche risposte certe, concentrandosi per giorni su chilometri, manutenzione, difetti, provenienza e persino piccoli danni che potrebbero essere stati nascosti. BrumBrum prova a risolvere questo nodo con una logica più standardizzata, dove i difetti che non vengono eliminati sono fotografati e indicati, così da renderli visibili prima della consegna. Sulla meccanica, invece, la linea dichiarata è più netta: tutto ciò che incide su sicurezza, sulla carrozzeria visibile (come la grandine ad esempio) e affidabilità viene sistemato.

Gran parte delle vetture proviene da società di noleggio, un canale che permette una maggiore tracciabilità rispetto ad altre fonti di approvvigionamento. A questo si affianca la crescita della permuta, cioè la possibilità per chi compra di vendere contestualmente la propria auto precedente. È un passaggio importante, perché porta il modello online fuori dalla sola dimensione digitale e lo avvicina alle abitudini tradizionali degli automobilisti italiani, non a caso la strategia prevede anche nuove aperture fisiche (entro la fine del 2026 sono attesi due nuovi punti vendita), tra cui un Customer Center a Bologna, mentre altri due sono programmati nel 2027.

Il quadro in cui si inserisce questa crescita è ampio. Tanto per dare dei numeri in Italia ci sono circa 3 milioni di passaggi di proprietà l’anno, ma resta un mercato molto frammentato, con livelli diversi di trasparenza e qualità del servizio. La promessa dell’usato ricondizionato è quindi semplice: togliere molti dubbi a un settore spesso vissuto con diffidenza. La sfida, però, è più complessa, perché non basta mettere le auto online o fotografarle bene, serve costruire un processo credibile, ripetibile e soprattutto comprensibile anche per chi non ha competenze tecniche.
Dentro la factory emergono anche soluzioni meno visibili, ma molto interessanti. In alcuni casi vengono usate stampanti 3D per ricreare piccoli componenti interni o plastiche difficili da reperire rapidamente sul mercato o tramite canali ufficiali. Non parti strutturali intendiamoci, si tratta di piccoli componenti, ma questo sistema è utile per ridurre tempi e costi di ripristino, e di conseguenza, di disponibilità. C’è poi il tema delle competenze: l’azienda sta lavorando anche su percorsi interni di formazione, una sorta di Academy, per rendere più omogenee e sempre più di elevata qualità le lavorazioni nelle diverse aree delle catena di ripristino.

BrumBrum può contare sulla spinta di Aramis Group, realtà europea attiva nella vendita online B2C di auto usate, presente in sei Paesi. Il gruppo dichiara oltre 119.000 veicoli venduti l’anno, più di 2,3 miliardi di euro di fatturato, oltre 70 milioni di visitatori sulle piattaforme digitali, più di 2.400 dipendenti e nove centri di ricondizionamento in Europa. Numeri che spiegano perché l’usato, oggi, non sia più soltanto il ripiego di chi non può permettersi il nuovo. È diventato un segmento industriale, organizzato, sempre più competitivo. Resta da vedere quanto questo modello riuscirà a convincere un pubblico ancora legato al concessionario sotto casa e alla prova dal vivo. La direzione, però, è chiara: l’auto usata non viene più venduta solo come occasione, ma come prodotto controllato, raccontato e garantito. In un mercato del nuovo sempre più costoso, potrebbe essere proprio questa la chiave per intercettare chi cerca un’auto accessibile, ma non vuole comprare a scatola chiusa.

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