“Non siamo sprovveduti di una piccola provincia, l’azienda deve saperlo”. Il sindaco di Pordenone, Alessandro Basso, si è rivolto così agli operai dello stabilimento Electrolux di Porcia, dove si è svolta un’assemblea pubblica promossa da Fim, Fiom e Uilm insieme alle Rsu aziendali. Sono centinaia i lavoratori presenti, con folta rappresentanza di istituzioni locali, compreso il sindaco del capoluogo. In un lungo intervento durante il quale ha ricordato la storia della fabbrica, Basso, esponente di FdI, ha “avvisato” l’azienda di essere cosciente che la crisi del settore egli elettrodomestici ha radici “planetarie” ma ha anche avvisato che il territorio è pronto a mobilitarsi: “Dobbiamo essere uniti, anche a livello istituzionale”.
La mobilitazione segna una nuova fase della protesta contro il piano di riorganizzazione annunciato dal gruppo, che prevede 1.700 esuberi in Italia, destinati a salire a 1.900 con l’azzeramento dei contratti a termine. Forte la preoccupazione per il sito pordenonese, storico polo di ricerca, sviluppo e innovazione del gruppo. I sindacati denunciano il rischio di uno svuotamento produttivo dopo l’annuncio dello spostamento di alcune linee di lavatrici e lavasciuga e dei tagli nelle aree staff e ricerca.
Per giovedì il sindaco di Porcia, Marco Sartini, ha convocato un’assemblea straordinaria dei sindaci della provincia con l’obiettivo di costruire una linea comune in vista dei prossimi tavoli istituzionali sulla crisi. È annunciata la partecipazione anche del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, originario proprio di Pordenone. La vertenza proseguirà con lo sciopero nazionale del 25 maggio in occasione del tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy.