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Binaghi svela un retroscena su Sinner a Roma: “Berrettini mi disse ‘non ce la fa più’, poi mi chiamò il suo manager. Ero terrorizzato”

Il numero uno della Fitp ha raccontato un episodio che risale a qualche giorno prima dell'inizio degli Internazionali in cui ha temuto che il numero uno al mondo non partecipasse: "Ero rassegnato"
Binaghi svela un retroscena su Sinner a Roma: “Berrettini mi disse ‘non ce la fa più’, poi mi chiamò il suo manager. Ero terrorizzato”
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Berrettini mi ha detto: ‘Sì, sì, guarda, è impossibile che possa venire, non ce la fa più’. Quindi ero rassegnato“. C’è stato un momento prima degli Internazionali a Roma in cui all’interno della Fitp si pensava che Sinner non partecipasse al torneo di casa, poi vinto. A rivelarlo è stato Angelo Binaghi, presidente del massimo organismo nazionale tennistico, a “Radio anch’io sport”. “Io ero terrorizzato, anche perché subito dopo la finale di Madrid mi ha chiamato il suo manager, che normalmente mi chiama una volta ogni due anni solo quando ci sono problemi e Jannik non può giocare”, ha raccontato Binaghi nel corso dell’intervista.

È successo nella settimana tra il 28 aprile e il 3 maggio, mentre in Italia era in corso il Challenger di Cagliari con tantissimi italiani presenti, tra cui proprio Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego e Matteo Arnaldi, che poi ha vinto in finale contro Hurkacz. “Ero a Cagliari durante il Challenger, ho risposto dopo mezz’ora, ho parlato prima con Berrettini. In realtà la telefonata pensavo fosse uno scherzo, perché mi ha detto solo che chiedeva di giocare sabato anziché venerdì“, ha spiegato il presidente Fitp a proposito della conversazione con il manager di Sinner. Quando però Binaghi ha capito che fosse solo un problema di giocare venerdì o sabato, ha detto esplicitamente al suo manager che sarebbe stato disposto a tutto pur di vedere Sinner a Roma: “Gli ho detto: ‘guarda, ti faccio giocare anche sulla Luna purché tu venga a Roma’”, ha spiegato con grande ironia.

“Eravamo seriamente preoccupati per la tenuta fisica. Si sono visti problemi sia nel finale dell’incontro con Rublev, sia soprattutto nell’incontro con Medvedev. Credo che in quest’ultimo match Jannik abbia tirato fuori energie che forse neanche lui sapeva di avere, ma questo è quello che fanno i grandi campioni, che non sono delle persone normali e che hanno una soglia di sofferenza, un limite che è differente da quello che abbiamo noi persone normali”, ha raccontato Binaghi. Poi il trionfo storico e il momento (altrettanto storico) della premiazione sul Centrale, con lo stesso Binaghi, Panatta e Mattarella a consegnargli la coppa.

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